Giuseppe Buccitti ufficio acquisti

Il team di Impredo. Giuseppe Buccitti, responsabile ufficio acquisti: «Da quando sono nel campo dell’edilizia osservo tutto con occhi diversi»

«Competenze commerciali e nel settore dell’edilizia, intraprendenza, cordialità, fermezza, capacità di gestire controversie e impegno quotidiano». Sono queste le caratteristiche necessarie per gestire un ruolo importante come quello che ricopre Giuseppe Buccitti, responsabile dell’ufficio acquisti di Impredo. Si lavora in coordinamento con i dirigenti tecnici e i responsabili dei cantieri, si gestiscono gli ordini e le necessità di tutte le commesse, che sono tante e diverse, e ovviamente si tengono in considerazione le tempistiche di consegna e lavorazioni.

«Si tratta di un lavoro complesso e articolato – illustra Buccitti –, c’è un continuo confronto interno con riunioni cadenzate. La collaborazione nel nostro staff è fondamentale, lavoriamo insieme in armonia, anche se poi alla fine ognuno gestisce delle commesse diverse. Il nostro lavoro è un supporto nello studio di fattibilità, c’è un contatto con i fornitori, si definiscono gli ordini e poi i contratti di acquisto. Ci sono quindi due aspetti da considerare: quello cantieristico e delle attrezzature e poi quello economico-finanziario. Di fatto il nostro lavoro fa da collante con nove settori, ci si muove all’unisono e uno dipende dal lavoro dell’altro».

Buccitti vanta un’esperienza quasi ventennale nel settore acquisti: «Ho cominciato a lavorare subito dopo gli studi, e sono sempre rimasto in questo campo, facendo esperienze diverse e importanti. Alcune competenze si acquisiscono con il tempo come è naturale che sia, e negli anni si riesce ad avere una crescita e una formazione che ti consentono anche di affinare il metodo. Naturalmente la formazione è importante, è la base di tutto, pensiamo solo a come è cambiato il lavoro negli ultimi anni con l’innovazione e l’informatica, l’introduzione dei pc negli uffici. Poi ovviamente l’esperienza quotidiana sul campo fa tutto il resto, ma sono indispensabili anche gli aggiornamenti professionali».

Il pensiero inevitabilmente va all’ultimo anno e mezzo vissuto tra lockdown e pandemia da Coronavirus. «Impredo è un’azienda in continuo movimento e questo ci ha permesso di superare egregiamente un momento non facile per tutto il mondo e per i diversi settori lavorativi. Il gruppo, le competenze e una visione futura ci hanno consentito di guardare oltre».

L’arrivo in Impredo qualche anno fa ha cambiato la vita di Giuseppe Buccitti: «Ci si rimette in gioco volentieri se si ha voglia di fare e di crescere. Per me il cambiamento è sempre positivo, è una spinta a migliorare. Impredo è un’azienda innovativa, che ha le figure dirigenziali al posto giusto e per questo riesce ad avere uno sviluppo continuo. Io cerco sempre di dare tanto, di fare il massimo che posso».

Giuseppe Buccitti è originario di Frosinone, la Ciociaria è da sempre un grande bacino del settore edilizio ed è qui che ha preso le basi del ruolo che ricopre oggi in Impredo. «Qui vivo con la mia famiglia, è una terra che amo e in cui sono cresciuto e ho fatto le mie prime esperienze nel mondo del lavoro. Oggi me ne allontano solo per lavorare in Impredo, ma torno a casa ogni sera. Qui ho cominciato a giocare a calcio a buoni livelli e ancora oggi sono un tifoso del Frosinone. Quando posso faccio trekking, immersioni e pratico ciclismo. Amo lo sport e mi piace il contatto con la natura».

Ma lavorare nel campo dell’edilizia ha permesso a Giuseppe Buccitti anche di sviluppare un occhio attento a ciò che lo circonda e uno spirito critico con cui cercare di vedere in maniera il mondo attorno a sé. «Da quando sono nel campo dell’edilizia ho imparato molto e ora osservo tutto con occhi diversi, come per esempio i lavori pubblici e privati che fanno nella mia città o nel territorio circostante. Soprattutto ci tengo molto alla valorizzazione dei bellissimi borghi della Ciociaria. Il nostro territorio ha tante ricchezze a cui è giusto dare la rilevanza che meritano».

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Sandro Capezzali controllo di gestione

Il team di Impredo. Sandro Capezzali, responsabile del controllo di gestione: «L’azienda la sento come mia»

«L’azienda la vivo e la sento come se fosse mia». I. È arrivato a giugno del 2019 da Perugia con alle spalle anni di lavoro in una realtà più piccola a conduzione familiare, e si è ritrovato in un’azienda in grande evoluzione. «Mi sono trasferito a Roma per amore, con la mia compagna ci sposiamo il prossimo 2 ottobre – racconta Sandro Capezzali –, e abbiamo creato una bellissima famiglia allargata con i nostri rispettivi figli. Roma è una città caotica, invivibile per molti aspetti, ma offre un’esplosione di opportunità, mentre Perugia ha tutta un'altra dimensione sia nel modo di vivere che di lavorare. Con Impredo è nato tutto in modo fortuito, ma non potevo trovare azienda migliore».

Passare dalla vita di una cittadina più raccolta e provinciale a una metropoli è un grosso cambiamento. «Era probabilmente arrivato il momento giusto per questo trasferimento – spiega il responsabile del controllo di gestione di Impredo –, nell'altra azienda avevo dato tutto negli anni precedenti, ricoprendo anche incarichi importanti e contribuendo al rilancio dopo un momento di crisi. Ma per me era maturato il tempo di fare un salto. E così è nata questa opportunità di fare in sostanza il medesimo lavoro, ma allo stesso tempo di misurarmi con una sfida nuova. Sono profondamente grato all’azienda in cui sono cresciuto e in cui sono stato per tanto tempo, ma sono davvero entusiasta di essere in questo team di Impredo, dove gestisco una bella mole di dati».

Sandro Capezzali è uno che si è formato sul campo, ha cominciato a lavorare giovanissimo, appena ventenne con un diploma in tasca di geometra. Prima la libera professione, poi l’impiego in un’impresa in cui si è occupato di consulenza esterna e di formazione. Un percorso variegato che gli ha dato la grande esperienza che ogni giorno mette al servizio nel suo nuovo ruolo in Impredo. «Essere il responsabile del controllo di gestione – prosegue – mi permette di confrontarmi ogni giorno con i responsabili tecnici e con i colleghi dell’amministrazione. Sono lo “switch” tra il cantiere, e quindi la parte operativa, e l’area finanziaria. Nel mio lavoro devo valutare criticità, imprevisti e importi che possono anche subire delle variazioni, parliamo di budget e costi di produzione. Nel mio ufficio arrivano tutti i dati delle commesse, c’è un controllo quotidiano, mensile e annuale della pianificazione economica. È un’attività che ha molte sfaccettature ed è un lavoro che amo profondamente. Mi piace quando tutto funziona, vedere negli altri la soddisfazione per la mansione svolta alla perfezione».

Il lavoro del singolo in Impredo è anche un lavoro di gruppo, che si avvale delle competenze di ognuno ma che trova nel team la migliore realizzazione. Capezzali si confronta con i colleghi del comparto spese generali, dell’amministrazione e con un supervisor: «Il confronto è sempre indispensabile – aggiunge –, poi io non amo la monotonia, mi piace imparare e conoscere, guai a fermarsi. Confrontarsi con gli altri è sempre un ottimo modo per crescere».

Il matrimonio alle porte, tre ragazzi in famiglia, la voglia di tornare a viaggiare, il futuro non può che essere nella città eterna: «Perugia la porto nel cuore, ma non tornerei mai indietro. Venire a Roma è stato il mio investimento ed è una grossa opportunità anche per i ragazzi, che qui possono trovare con più facilità la loro strada. Spero anche prima o poi, passata la pandemia, di fargli conoscere l’Europa, le grandi capitali del nostro continente».

E il futuro sono proprio questi giovani, su cui anche Impredo scommette: «Trovo lodevole l’iniziativa dell’azienda di investire sui ragazzi, di specializzarli con la scuola Mastri 4.0 dedicata ai mestieri edili – conclude Capezzali –. Come padre credo sia fondamentale dare ai giovani di oggi uno sbocco lavorativo concreto, per imparare una professione certa. Questo progetto può essere per molti un’ancora di salvezza. Impredo è un’azienda che crea, è in costante trasformazione e movimento, guarda sempre lontano, è dinamica. Al suo interno ha saputo creare un team misto, con personale che ha la giusta esperienza e giovani di talento che sono la scommessa del futuro». Investire e scommettere, il segreto del successo è racchiuso in queste parole!

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edilizia

Edilizia: l’allarme di Ance per la carenza di materiali, manodopera e aumento dei costi

Da alcuni mesi il mondo dell’edilizia fa i conti con le carenze di materiali e con il conseguente aumento dei costi per le materie prime. Ma a mancare sono anche la forza lavoro e i ponteggi. L’allarme viene lanciato dall’Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili. La situazione è cominciata a peggiorare alla fine del 2020 e non si è modificata in questi mesi del 2021. La problematica rischia di far slittare tanti cantieri e bloccare alcuni lavori. Eppure, per le aziende sembrava un momento propizio dopo la pandemia, con il grande successo del Superbonus 110% e l’avvio di tantissimi lavori dopo un periodo di stasi.

I costi dei materiali

L’Ance sottolinea come da novembre 2020 a maggio 2021 i prezzi delle materie prime siano aumentati fino a toccare una percentuale del 150%. In particolare, rame, ferro e acciaio hanno subito rincari sino al 110%; stessa percentuale per i polietileni. È salito anche il prezzo del legno e delle vernici, del cemento (10%), del bitume (quasi il 22%). Una problematica che non è derivata dal boom del Superbonus o solo dalla pandemia, ma più in generale da una serie di fattori, che hanno portato alla chiusura internazionale delle industrie e a una interruzione naturale del commercio. Tra l’altro la mancanza di materiali e l’aumento dei costi non riguarda solo l’Italia ma anche altri paesi dell’Europa, come Francia, Germania e Regno Unito.

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La situazione di Roma e Milano

L’edilizia risente di questa problematica dei materiali e dei costi per la gestione sia dei cantieri ma anche dei preventivi (soprattutto di quelli chiusi mesi fa e che oggi si trovano a scontrarsi con un aumento tanto alto e non previsto dei materiali). La difficoltà è proprio quella di non poter gestire a lungo termine le continue variazioni e quindi di non poter fare programmi se non a breve raggio. Inoltre, come sia era verificato in estate con una mancanza di polistirolo per i cappotti degli immobili (necessari per i lavori del Superbonus), ora si accusa una mancanza di ponteggi, utili per rifare le facciate dei condomini (anche in questo caso lavori che rientrano negli incentivi statali).

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Manodopera carente

Regioni come Lombardia e Liguria, in particolar modo, affrontano problematiche legate anche alla mancanza di manodopera. L’Ance stima un fabbisogno occupazione per il 2022 di circa 265mila posti di lavoro solo nell’edilizia. All’appello manca il 60% degli operai specializzati, fattore che si traduce in lavori più lenti proprio per l’assenza di manodopera qualificata. Maestranze difficilmente sostituibili ed è per questo che Impredo ha lavorato alla creazione di Mastri 4.0, la scuola dei mestieri edili. Lo scopo è quello di formare i giovani, insegnandogli un mestiere e avviarli alla carriera professionale e specializzata, garantendogli allo stesso tempo un futuro.

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impredo spa benefit

Impredo diventa S.p.A. Benefit: un'evoluzione societaria virtuosa e innovativa

Impredo è diventata una S.p.A Benefit con delibera assemblare dal 20 ottobre 2021. L'adesione al nuovo modello societario e aziendale punta a includere una nuova finalità, quella del beneficio comune, dell'operare per avere un impatto positivo sulla società e sull'ambiente, formalizzando un aspetto che da sempre fa parte della mission guidata da Daniele D'Orazio.

L'impegno di Impredo

Impredo già disponeva di un codice etico necessario a individuare e rendere noto il perimetro valoriale entro cui opera, impegnandosi a rispettarlo nei confronti degli stakeholder. Con il recente progetto Mastri 4.0, poi, l'azienda ha deciso di promuovere un'iniziativa formativa con finalità anche sociali rivolta ai giovani che vogliono intraprendere una carriera nelle professioni edili, dando loro l'opportunità di costruirsi un futuro certo è appagante.

mastri 4.0

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Ora a questi due impegni se ne aggiunge un altro, inscritto nella nuova condizione giuridica dell'azienda: lavorare per il beneficio comune, in modo responsabile, sostenibile e trasparente.

Agire quindi per il bene della comunità e delle persone, del territorio in cui opera e dell'ambiente in generale, collaborando con enti e associazioni locali. Perché fare impresa vuol dire anche essere responsabili nei confronti dei lavoratori, delle diverse comunità e della tutela energetica e ambientale.

«La trasformazione di Impredo in una S.p.A Benefit è un passo che mi rende orgoglioso» dichiara Daniele D'Orazio, Amministratore delegato di Impredo. «Il nostro motto è "le persone prima di tutto" ed è stato per questo naturale per noi assumere questa nuova forma giuridica. Io sono fermamente convinto che nell'attuale scenario socio economico globale, le aziende abbiano un ruolo decisivo nel progresso della società. Al perseguimento del profitto, necessario e indispensabile nel successo di un'impresa, deve accompagnarsi una vision che abbia a cuore le comunità, un impegno a sostegno della crescita e dello sviluppo delle persone. Non soltanto le istituzioni pubbliche nazionali e gli organismi Internazionali hanno il compito di lavorare al bene comune - conclude D'Orazio - anche le aziende devono contribuire in maniera determinante al progresso della società».

Daniele D'Orazio

Daniele D'Orazio, Amministratore di Impredo

Cosa sono le società Benefit

Le società Benefit sono state introdotte in Italia con la legge n.208 del 28 dicembre 2015 (nel 2010 le cosiddette Benefit Corporation erano già state istituite negli Stati Uniti) e rappresentano un'evoluzione positiva e innovativa del modello d'impresa.

Nelle società Benefit lo scopo di profitto deve camminare di pari passo con quello del beneficio comune, c'è un bilanciamento tra l'interesse dei soci e quello della collettività. E la "mission" viene protetta anche in eventuali passaggi di leadership, vendite o quotazioni in borsa.

Già negli anni '60 e poi successivamente negli anni '90 del secolo scorso si discuteva di società con obblighi verso la comunità o che operano con criteri sostenibili. Oggi il  tema è divenuto centrale tanto da suggerire alla Nazioni Unite l'inserimento nella sua Agenda 2030 del principio secondo cui le aziende devono perseguire e realizzare obiettivi di sostenibilità.

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La casa del futuro, smart home

La casa del futuro: servizi integrati e tecnologia sono il valore aggiunto

Più del 50% delle famiglie italiane ha dichiarato di voler cambiare casa nei prossimi due anni. Un desiderio che si è rafforzato dopo la pandemia, costretti a passare in casa più tempo del previsto, e sfruttando il vantaggio economico di questo periodo. Sta cambiando il modo di vivere gli spazi abitativi, sta cambiando la composizione delle famiglie e in futuro si andrà verso una nuova normalità e una diversificazione delle domande. Il valore aggiunto delle nuove case saranno di sicuro i servizi accessori, l’implementazione della tecnologia e gli spazi esterni (sempre più richiesti).

La casa dei desideri

Ciò che il sondaggio ha messo in evidenza è un desiderio di avere una abitazione più grande, per se stessi o la propria famiglia (acquisto) o per i figli (investimento), tra gli 80 e i 100 metri quadri, con uno spazio esterno e alcuni servizi in particolare. Le richieste dei possibili acquirenti si focalizzano su: terrazzo e/o giardino (78%); servizio di portineria (52%); sicurezza (quasi il 26%); area fitness e wellness (23%); assistenza e manutenzione (18%).

La casa viene cercata attraverso strumenti tecnologi, la ricerca su internet è il primo passo, ma il rapporto con l’agente è di primaria importanza. La tecnologia gioca un ruolo importante anche nella struttura della casa stessa, perché spesso si cercano abitazioni di nuova costruzione, dotate di domotica, in edifici “intelligenti”. L’attenzione per la smart home o per lo smart building si registra soprattutto da parte dei clienti giovani o comunque sotto i 60 anni.

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I vantaggi di una smart home e di uno smart building

La gestione della casa in modo intelligente, la possibilità di risparmio economico e di un benessere generale spingono gli utenti a cercare case dotate di domotica o costruite con materiali di ultima generazione. I nuovi edifici, infatti, riescono a garantire la regolazione di temperatura, l’illuminazione e la sicurezza (antifurto, sensori di rilevazione per gas, citofono) sia all’interno dell’abitazione che del condominio (riscaldamento, ventilazione, condizionamento dell’aria, ascensori e ricarica veicoli). La possibilità di gestire l’energia garantisce comfort (benessere e riduzione dei problemi di salute), risparmio economico ma soprattutto un valore aggiungo dell’immobile rispetto al mercato tradizionale. Gli immobili certificati, infatti, hanno un aumento del valore che oscilla tra il 7 e l’11% in più rispetto agli edifici privi di certificazione ambientale.

Cantieri e nuove forme residenziali

Si parlerà di smart building nel Made Expo in programma a Milano dal 22 al 25 novembre, di futuro del mondo delle costruzioni, perchè ci saranno nuove modalità di interazione, di gestire i cantieri e valutare nuove soluzioni grazie allo sviluppo della tecnologia e dell’innovazione. Nei prossimi dieci anni si prevede anche uno sviluppo residenziale legato a nuove forme di abitazioni, studentati, co-living, co-husing, build to rent che uniscono le esigenze delle persone e garantiscano servizi integrati e un’alta efficienza energetica a costi contenuti.

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Torrino Mezzocammino

Alla scoperta di Torrino Mezzocammino: il quartiere dei fumetti

Tra i nuovi quartieri di Roma, a metà strada proprio tra il cuore della capitale e la foce del Tevere, sorge Torrino Mezzocammino, quest’area residenziale che una volta era una stazione di sosta per i barconi carichi di merci che arrivavano dal porto di Ostia ed erano diretti al porto fluviale di Ripa Grande o di Ripetta. Mezzocammino indica proprio la metà del percorso, e qui negli ultimi vent’anni sta sorgendo un nuovo quartiere di Roma che vanta grandi spazi verdi con giochi per bambini, piazzette per il ritrovo di ragazzi e adulti, piste ciclabili, aree per i cani separate, strade ampie. Inoltre è dotato di tutti i servizi, un’area felice e verdeggiante in cui vivere.

Il quartiere Torrino Mezzocammino

Siamo in un territorio vasto e caratterizzato da piccole alture nel territorio a Sud di Roma, tra la via Cristoforo Colombo e l’Ostiense, tra i centri di Castel di Decima e quello della Laurentina Acqua Acetosa, un’area ricca di potenzialità archeologiche.

Il nuovo quartiere è dedicato ai fumetti (le strade ai grandi creatori, mentre i parchi e le scuole prendono i nomi dai personaggi dei fumetti più famosi), con una rotatoria in cui troneggiano pannelli in fotoceramica antismog e antiscritta. Torrino Mezzocammino, quindi, è stato così fortemente caratterizzato, tanto da creare un forte senso di appartenenza e socialità tra gli abitanti.

«È un quartiere a misura di famiglia – ci spiega una mamma che ha scelto di vivere qui da qualche anno –. C’è tanto verde, sembra un’oasi di pace nel caos dei quartieri più centrali di Roma. Abbiamo tutti i servizi a portata di mano, i bambini hanno questi parchi immensi in cui giocare e i ragazzi più grandi riescono a muoversi da soli nel quartiere con facilità sia per andare a scuola che per vedere gli amici e mangiare un gelato insieme».

«Io lavoro all’Eur e ho scelto di abitare a Torrino Mezzocammino – racconta un giovane dipendente di un’azienda –. Con pochi minuti di macchina riesco ad andare in ufficio, ma anche in palestra o a fare la spesa. La sera mi godo il relax in un’area poco trafficata e nel weekend prendo la bici o faccio lunghe passeggiate sfruttando le aree verdi».

Il lavoro di Impredo per Torrino Mezzocammino

Anche Impredo ha contribuito e sta contribuendo alla realizzazione di Torrino Mezzocammino con alcuni importanti progetti residenziali e commerciali, un’estetica moderna, dalle linee semplici e dai colori naturali ma allo stesso tempo caratterizzanti e originali. Impredo si è occupato della realizzazione in via Giuseppe Lucchetti Rossi di uno spazio commerciale moderno e funzionale; in via Dal Zotto invece sta realizzando sei palazzine per un totale di 270 appartamenti, una parte delle abitazioni sono già state consegnate. Due edifici ad uso residenziale sono stati realizzati, invece, in via Bortone; degno di nota l’edificio realizzato in via Hugo Pratt, design originale e moderno per questa struttura a destinazione residenziale e commerciale.

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barbara della ventura hr e sicurezza di Impredo

Il team di Impredo. Barbara Della Ventura, HR e Sicurezza: «Qui imparo ogni giorno qualcosa di nuovo»

Ha visto Impredo crescere e trasformarsi, diventare una grande società e un punto di riferimento nel settore dello sviluppo immobiliare italiano e con prospettive di espansione nei mercati europei.

In Impredo Barbara Della Ventura si occupa di Servizi Generali e Sicurezza, più in particolare della gestione del personale e della documentazione per la sicurezza. «Sono arrivata in Impredo nel 2015 – racconta – quando l’azienda era molto giovane. In questi anni ho assistito a uno sviluppo incredibile: una crescita che ha trasformato l’azienda e che ci ha permesso di strutturarci in modo importante, avvalendoci del lavoro, dell’esperienza e della collaborazione di numerosi professionisti. Impredo oggi è una società in espansione, attenta all’immagine, che conosce i propri punti di forza ed è sempre pronta a migliorarsi».

Barbara Della Ventura si è formata in Impredo ed è cresciuta, lavorativamente parlando, insieme all’azienda: «Ho imparato molto sul campo, frequentando corsi di formazione e aggiornamento. Sono entrata per svolgere mansioni di segreteria, ma oggi, grazie alla formazione che l’azienda mi ha messo a disposizione, mi occupo della gestione del personale e della sicurezza: mi occupo di risorse umane, richieste di permessi, ferie e visite mediche delle persone impiegate. Poi c’è l’aspetto della sicurezza, che invece riguarda tutta la parte di produzione di documenti per l’accesso ai cantieri. Questo è un lavoro delicato, ma anche stimolante e gratificante. Ci sono tanti aspetti legislativi e burocratici di cui bisogna tenere conto. Fare bene questo tipo di mansione significa essere sempre attenta a ciò che cambia ed essere curiosa».

Barbara Della Ventura è l’esempio di come gli studi scolastici e universitari non necessariamente definiscono il futuro lavorativo, ma che possono essere invece importanti nello sviluppo della forma mentis di competenze eterogenee. «Io ho un diploma di ragioneria – spiega – che mi dà una cultura generale molto vasta e quella base per gestire al meglio il mio lavoro, e poi una laurea in Mediazione Linguistica, con specializzazione in spagnolo e cinese, che sì ha carattere umanistico ma mi ha dato la possibilità di approfondire materie come diritto ed economia. Inoltre, ho fatto anche un master in marketing. Sono una persona curiosa, dalla visione ampia e aperta, mi piace approfondire e conoscere, il mio cervello non è statico ma in continuo movimento».

Cosa le piace di più del suo lavoro? La risposta di Barbara è sicura: «Non è un lavoro standard o noioso ogni cantiere ha le sue esigenze. Ho la possibilità di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo, di interfacciarmi e di collaborare con diverse persone e di arricchirmi, perché svolgo mansioni di coordinamento con i tecnici di cantiere e con i project manager, e poi anche con alcune figure esterne come i consulenti».

Presto in Impredo arriverà un fiocco azzurro. Barbara Della Ventura andrà in maternità: «Sì, per un periodo non sarò presente in azienda – spiega – e infatti in questo periodo sto formando una persona che mi sostituirà per il tempo necessario. Sarà una piccola pausa, ma io il mio futuro lo vedo qui in Impredo. Conciliare lavoro e maternità è possibile, ne abbiamo diversi esempi qui nella nostra azienda».

Almeno il 30% dei dipendenti di Impredo è donna, una percentuale non di poco conto soprattutto nel settore edile, tradizionalmente a impronta molto maschile. «Dedizione e rispetto per il lavoro e per gli altri sono alla nostra base» aggiunge Barbara Della Ventura. «Siamo un team, abbiamo obiettivi comuni e tutti insieme lavoriamo per raggiungerli. Questi sono concetti che mi porto dietro sin da bambina, perché ho giocato a pallavolo a livello agonistico. Ho imparato che in uno sport di squadra si vince e si perde tutti insieme. In Impredo io metto in pratica questi stessi insegnamenti, perché siamo come una squadra sportiva, ognuno fa del suo meglio nel proprio campo per la riuscita dell’impresa».

Appassionata di design di interni e di architettura, Barbara Della Ventura ama viaggiare e conoscere il mondo: «Cerco di fare almeno due viaggi all’estero all’anno, soprattutto in Europa. La mia città ideale è Oslo, mi piace per la sua architettura, per le persone e per l’ambiente, mi dà delle sensazioni incredibili. Certo la gestione della città, rispetto a Roma, è più facile perché c’è una concentrazione di popolazione più bassa rispetto alla nostra. E poi adoro lo stile di arredamento diffuso nel nord Europa, con questi ambienti moderni, essenziali, dalle linee semplici dove domina il legno e sono molto luminosi. Trasmettono calore e purezza. Sarà anche per questo che mi piace molto osservare i lavori che terminiamo in azienda, soprattutto palazzine nuove, edifici storici e ristrutturazioni: mi soffermo a guardare i rivestimenti e i materiali utilizzati. Una fonte di continuo arricchimento».

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professionisti specializzati per edilizia

L’edilizia corre, ma servono maestranze e nuovi professionisti specializzati

Il mondo dell’edilizia prova a lasciarsi alle spalle le difficoltà legate alla crisi economica e preme forte sull’acceleratore del Superbonus 110%, che ha rimesso in moto il settore, sempre più centrale nel piano di ripresa economica del paese.

La ripartenza dell’edilizia deve però fare i conti con una carenza di manodopera qualificata e figure professionali specializzate su cui poter contare in fatto di competenze e specializzazioni.

Le richieste nei cantieri

La richiesta di personale formato da inserire nei cantieri è più o meno la stessa in tutta Italia. Servono operai specializzati in coibentazioni e cappotti termici, ma anche personale per il montaggio dei ponteggi, escavatoristi, autisti di mezzi, muratori e carpentieri. La crisi dell’edilizia cominciata nel 2008 ha fatto perdere una generazioni di lavoratori, di cui oggi se ne sente assoluta necessità, vista la crescita del settore da ottobre 2020 soprattutto nelle aree metropolitane (+6,6% di cantieri e 4,4% di imprese).

Inoltre, per cogliere le opportunità che le trasformazioni sociali e ambientali garantiranno nei prossimi anni, è fondamentale la presenza nei cantieri di professionisti specializzati in green e digitale che sappiano affrontare le sfide dell’ecosostenibilità, della rigenerazione urbana e dei nuovi modi di abitare gli spazi privati e pubblici.

Al fianco di ingegneri civili, energetici, meccanici ed esperti di mobilità, serviranno tecnici in grado di gestire cantieri edili, project manager, tecnici della soluzione sul lavoro e artigiani capaci di lavorare i materiali vecchi e nuovi.

E se la smart home è ormai il presente, allora entrano in gioco anche geometri ambientali, tecnici del risparmio energetico, bioarchitetti, carpentieri sostenibili, certificatori energetici.

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Il centro studi dell’Ance, associazione dei costruttori, stima per il 2022 un fabbisogno occupazionale aggiuntivo diretto nel settore di circa 170mila unità cui si sommano 95mila unità nei settori collegati, per un totale di 265mila posti di lavoro. Le strozzature del mercato del lavoro sono già in atto: non si trovano il 52% degli addetti alle finiture e il 60% dei giovani operai specializzati richiesti.

L’impegno di Impredo con Mastri 4.0

In questo contesto, Impredo si è impegnata per formare i professionisti della nuova generazione. Mastri 4.0 è la scuola dei mestieri edili ideata da Daniele D’Orazio, amministratore di Impredo, per formare le maestranze del futuro, che prevede quattro corsi in particolare: carpenteria e muratura, impiantistica idraulica ed elettrica, decorazione e falegnameria, project management. L’obiettivo è di investire sul capitale umano e garantire formazione e aggiornamento ai giovani.

«Aiutare i giovani, insegnare loro un lavoro, dargli una possibilità è un modo per noi di Impredo di contribuire alla crescita del Paese – commenta D’Orazio –. Nella mia azienda voglio professionisti competenti e visto che la mia famiglia lavora nel mondo dell’edilizia da oltre 50 anni conosciamo bene quali sono le esigenze, quali maestranze sono indispensabili e come sia difficile trovare personale qualificato. Noi offriamo una possibilità, sta ai giovani sfruttare le occasioni che incontrano e immaginare un futuro con costruzioni green e sostenibili, perché è da oggi che dobbiamo cominciare a pensare a un mondo diverso e più rispettoso dell’individuo e dell’ambiente».

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mutui giovani prima casa

La casa ai giovani! Arrivano i nuovi mutui per agevolarne l’acquisto

Il sogno di una prima casa tutta per sé può diventare realtà anche per tanti giovani under 36 che rientrano nella possibilità di poter accedere alle agevolazioni previste nel decreto Sostegni bis. Stanno arrivando sul mercato, infatti, nuovi prodotti di mutui con una garanzia statale elevata all’80% (per chi ha Isee sotto i 40mila euro) e che quindi consente di arrivare anche al 100% del prezzo dell’abitazione con tassi piuttosto appetibili con un loan to value (un credito rispetto al valore dell’immobile, di solito concesso solo con assicurazioni molto dispendiose). 

I dati sulla richiesta di mutui

Un aiuto che si è reso necessario visto la discesa di erogazione e domanda dei mutui da parte di persone sotto i 35 anni fino allo scorso anno, mentre è cresciuta negli ultimi 24 mesi la domanda da parte degli over 44. Nei primi sei mesi del 2021 si è in parte invertita questa percentuale, con una crescita di domanda ed erogazione dei mutui per la fascia di età fino ai 34 anni (+1,5%). Un cambiamento di rotta importante: secondo i dati di Banca Italia nel periodo 2007-2020 la percentuale di mutui erogati ai giovani sotto i 34 anni era scesa dal 40,2 al 32,5%. Tante le banche che stanno facendo offerte per agevolazioni sui mutui fino al 100%, mettendo in pratica un’agevolazione fiscale sui finanziamenti. Pacchetti mirati per incentivare la richiesta di mutui e di conseguenza l’acquisto della casa.

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Il decreto Sostegni bis e altre agevolazioni

Il decreto Sostegni bis (dl 73/21) convertito in legge n.106 del 23 luglio 2021 ha introdotto una serie di misure che resteranno in vigore fino al 30 giugno 2022. Tale pacchetto prevede: esenzione delle imposte per l’acquisto della prima casa (registro, ipotecaria e catastale), oltre a quella sostitutiva sull’atto del mutuo; garanzia del Fondo Prima Casa gestito da Consap (riservato a coloro che non sono proprietari di altri immobili ad uso abitativo e per un finanziamento non superiore a 250mila euro) gestito da Consap fino all’80% della quota capitale. Ma se è l’impresa a vendere l’abitazione, c’è un credito di imposta pari all’ammontare dell’Iva corrisposta dall’acquirente per l’acquisto destinato ai giovani sotto i 36 anni. Alcune norme restano da chiarire, ma di sicuro le nuove opportunità e i pacchetti bancari stanno andando incontro ai giovani e porteranno dei benefici anche al mondo dell’edilizia e delle costruzioni.

«Questo è il momento storico perfetto per progettare e realizzare immobili residenziali di valore, efficienti dal punto di vita energetico e curati, che vadano incontro alle esigenze e alle aspettative dei giovani adulti, desiderosi di realizzarsi dal punto di vista personale e famigliare» commenta Daniele D’Orazio, amministratore di Impredo, secondo cui «le aziende del settore edilizio hanno una grande responsabilità: costruire case per le nuove generazioni, che siano durevoli, confortevoli e sostenibili».

Il sogno della prima casa

Gli italiani restano legati al sogno di avere una casa di proprietà, la pandemia ha anche cambiato le aspettative di come deve essere l’abitazione. I giovani sono sicuramente più attenti ai materiali (sostenibili), al risparmio energetico e a finiture di qualità. La prima casa è un bene prioritario per le famiglie e per le giovani coppie che vogliono cominciare a costruirsi un futuro proprio partendo dall’acquisto di un appartamento. In Italia sono circa 57 milioni gli immobili che appartengono a persone fisiche, di cui il 60% è utilizzato come abitazione personale. Solo una minima parte, poco più del 10%, finisce nel settore della locazione. La maggior parte delle abitazioni, però, sono di pensionati e lavoratori dipendenti (82,5%). Ma da oggi anche i giovani potranno realizzare il sogno di avere una prima casa di proprietà.

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Il team di Impredo. Valentina Longo, Project Manager: «La mia sfida professionale comincia dal cantiere»

È arrivata in Impredo da pochi mesi, Valentina Longo con in mente ben chiaro il suo futuro. Trent’anni, una laurea in Ingegneria Edile-Architettura, Valentina è una Project Manager con alle spalle un’esperienza altamente formativa in Qatar per un progetto di mobilità pubblica. «Ho lavorato a Doha per la progettazione della metropolitana – spiega Longo –, un compito complesso perché partiva da zero e lì non c’è l’utilizzo del mezzo pubblico come da noi. È stata un’esperienza molto importante, ma avevo voglia di misurarmi con qualcosa di più realistico».

E così dalla progettazione su carta passa all’ambito dell’impresa, in Impredo: «Un ambiente stimolante e molto interessante, e poi questo nuovo ruolo come Project Manager mi ha permesso di fare e vedere qualcosa in più rispetto alla semplice progettazione. In Impredo posso verificare in prima persona i diversi aspetti del lavoro in cantiere, con un approccio più concreto».

Un ruolo, il suo, certamente delicato ma molto articolato. «Il Project Manager gestisce i cantieri sotto tutti gli aspetti: dall’avvio alla pianificazione, dall’esecuzione al controllo fino ad arrivare alla chiusura del progetto. Si seguono le lavorazioni a 360°, si gestiscono i tempi, i costi e anche la qualità del progetto. È un ruolo di grande responsabilità. Mi arriva un progetto e devo fare in modo che venga realizzato secondo tutti i criteri stabiliti e le linee guida date dai progettisti. Al momento sto seguendo tre cantieri: uno di demolizione e ricostruzione completa di un edificio a piazza Bologna a Roma; un progetto privato di ristrutturazione di una villa ai Parioli; e poi una ristrutturazione e riorganizzazione di un ufficio sempre in zona Parioli».

Il Project Manager guida il team verso l’obiettivo, che è quello di realizzare un progetto e soddisfare le esigenze dei clienti, al tempo stesso interfacciandosi con l’impresa di costruzione e le pubbliche amministrazioni per le varie autorizzazioni.

A Valentina Longo sono richieste competenze trasversali: una formazione tecnica e specifica per prendere decisioni consapevoli e avere il controllo di tutti i processi; capacità di problem solving; doti di leadership, soprattutto rispetto a un mondo – quello edile – molto maschile; saper lavorare in gruppo; e abilità comunicative. «Rispetto al mondo della progettazione, quello delle costruzioni è molto maschile – spiega Valentina –, ma devo dire che qui ho trovato grande collaborazione tra colleghi e l’esperienza in Impredo mi sta dando moltissimo. Sto imparando ad assumermi responsabilità diverse e ad avere una visione più completa. Ho trovato una società ben strutturata ed organizzata, che mi permette una formazione costante e una crescita continua».

Ha già acquistato una casa di sua proprietà? «Sì da poco». Avrà dato del filo da torcere ai venditori, mettendo in campo tutte le sue competenze e qualità sviluppate in ambito lavorativo. «Devo ammettere che sono andata molto preparata, ho studiato a fondo il capitolato e ho fatto domande specifiche che li hanno sicuramente sorpresi».

Origini abruzzesi, ma trapiantata a Roma dai tempi dell’università, Valentina Longo è cresciuta a pane e architettura. Una passione che ha imparato a coltivare nella sua famiglia di origine. «Mia madre è un architetto, ma la mia è stata una scelta forse inconsapevole. A scuola sono sempre stata molto brava e così dopo il diploma ho voluto tentare una strada affine e per cui mi sentivo predisposta e mi sono trasferita a Roma per studiare». Ma nel suo futuro c’è la progettazione o la costruzione? «È giusto che io conosca tutti gli aspetti, lo trovo formativo e importante per svolgere bene ogni ruolo, ma questo ruolo del Project Manager mi piace molto. Mi permette di stare in ufficio ma anche di andare spesso in cantiere, di seguire i lavori. E per me che non amo stare chiusa in un posto è fondamentale. È la mia dimensione ideale».

Valentina è abituata al gioco di squadra. Dopo anni di sci ha praticato pallavolo a livello agonistico: «Nello sport come nella vita il confronto è qualcosa che mi piace, lo trovo stimolante e arricchente. Io osservo e cerco di imparare da tutti, dal muratore al capo cantiere. Sono giovane e tutti possono insegnarmi qualcosa».

E poi ama anche guardare il mondo e gli edifici con un occhio curioso, grazie alla sua passione per i viaggi e per le lunghe passeggiate alla scoperta di qualcosa di nuovo. «Quando osservo l’architettura di un edificio mi soffermo spesso a cercare un particolare, un dettaglio unico e a capire come funziona».

La pandemia ha cambiato un po’ le richieste dei clienti? «Sicuramente sì e c’è anche molta più attenzione a ciò che si desidera. Per le abitazioni, ad esempio, tutti vogliono uno spazio maggiore nella zona giorno, piuttosto che nella zona notte e poi spazi esterni come giardini o balconi. Per gli uffici invece la richiesta è quella di luoghi più piccoli perché viene concessa la possibilità dello smart working, e non è più necessario avere spazi immensi per tutti i dipendenti. Il benessere e la soddisfazione dei clienti per noi sono fondamentali, così come garantire standard abitativi e qualità della vita».

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