professionisti specializzati per edilizia

L’edilizia corre, ma servono maestranze e nuovi professionisti specializzati

Il mondo dell’edilizia prova a lasciarsi alle spalle le difficoltà legate alla crisi economica e preme forte sull’acceleratore del Superbonus 110%, che ha rimesso in moto il settore, sempre più centrale nel piano di ripresa economica del paese.

La ripartenza dell’edilizia deve però fare i conti con una carenza di manodopera qualificata e figure professionali specializzate su cui poter contare in fatto di competenze e specializzazioni.

Le richieste nei cantieri

La richiesta di personale formato da inserire nei cantieri è più o meno la stessa in tutta Italia. Servono operai specializzati in coibentazioni e cappotti termici, ma anche personale per il montaggio dei ponteggi, escavatoristi, autisti di mezzi, muratori e carpentieri. La crisi dell’edilizia cominciata nel 2008 ha fatto perdere una generazioni di lavoratori, di cui oggi se ne sente assoluta necessità, vista la crescita del settore da ottobre 2020 soprattutto nelle aree metropolitane (+6,6% di cantieri e 4,4% di imprese).

Inoltre, per cogliere le opportunità che le trasformazioni sociali e ambientali garantiranno nei prossimi anni, è fondamentale la presenza nei cantieri di professionisti specializzati in green e digitale che sappiano affrontare le sfide dell’ecosostenibilità, della rigenerazione urbana e dei nuovi modi di abitare gli spazi privati e pubblici.

Al fianco di ingegneri civili, energetici, meccanici ed esperti di mobilità, serviranno tecnici in grado di gestire cantieri edili, project manager, tecnici della soluzione sul lavoro e artigiani capaci di lavorare i materiali vecchi e nuovi.

E se la smart home è ormai il presente, allora entrano in gioco anche geometri ambientali, tecnici del risparmio energetico, bioarchitetti, carpentieri sostenibili, certificatori energetici.

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Il centro studi dell’Ance, associazione dei costruttori, stima per il 2022 un fabbisogno occupazionale aggiuntivo diretto nel settore di circa 170mila unità cui si sommano 95mila unità nei settori collegati, per un totale di 265mila posti di lavoro. Le strozzature del mercato del lavoro sono già in atto: non si trovano il 52% degli addetti alle finiture e il 60% dei giovani operai specializzati richiesti.

L’impegno di Impredo con Mastri 4.0

In questo contesto, Impredo si è impegnata per formare i professionisti della nuova generazione. Mastri 4.0 è la scuola dei mestieri edili ideata da Daniele D’Orazio, amministratore di Impredo, per formare le maestranze del futuro, che prevede quattro corsi in particolare: carpenteria e muratura, impiantistica idraulica ed elettrica, decorazione e falegnameria, project management. L’obiettivo è di investire sul capitale umano e garantire formazione e aggiornamento ai giovani.

«Aiutare i giovani, insegnare loro un lavoro, dargli una possibilità è un modo per noi di Impredo di contribuire alla crescita del Paese – commenta D’Orazio –. Nella mia azienda voglio professionisti competenti e visto che la mia famiglia lavora nel mondo dell’edilizia da oltre 50 anni conosciamo bene quali sono le esigenze, quali maestranze sono indispensabili e come sia difficile trovare personale qualificato. Noi offriamo una possibilità, sta ai giovani sfruttare le occasioni che incontrano e immaginare un futuro con costruzioni green e sostenibili, perché è da oggi che dobbiamo cominciare a pensare a un mondo diverso e più rispettoso dell’individuo e dell’ambiente».

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mutui giovani prima casa

La casa ai giovani! Arrivano i nuovi mutui per agevolarne l’acquisto

Il sogno di una prima casa tutta per sé può diventare realtà anche per tanti giovani under 36 che rientrano nella possibilità di poter accedere alle agevolazioni previste nel decreto Sostegni bis. Stanno arrivando sul mercato, infatti, nuovi prodotti di mutui con una garanzia statale elevata all’80% (per chi ha Isee sotto i 40mila euro) e che quindi consente di arrivare anche al 100% del prezzo dell’abitazione con tassi piuttosto appetibili con un loan to value (un credito rispetto al valore dell’immobile, di solito concesso solo con assicurazioni molto dispendiose). 

I dati sulla richiesta di mutui

Un aiuto che si è reso necessario visto la discesa di erogazione e domanda dei mutui da parte di persone sotto i 35 anni fino allo scorso anno, mentre è cresciuta negli ultimi 24 mesi la domanda da parte degli over 44. Nei primi sei mesi del 2021 si è in parte invertita questa percentuale, con una crescita di domanda ed erogazione dei mutui per la fascia di età fino ai 34 anni (+1,5%). Un cambiamento di rotta importante: secondo i dati di Banca Italia nel periodo 2007-2020 la percentuale di mutui erogati ai giovani sotto i 34 anni era scesa dal 40,2 al 32,5%. Tante le banche che stanno facendo offerte per agevolazioni sui mutui fino al 100%, mettendo in pratica un’agevolazione fiscale sui finanziamenti. Pacchetti mirati per incentivare la richiesta di mutui e di conseguenza l’acquisto della casa.

Scopri di più sullo sviluppo immobiliare firmato Impredo

Il decreto Sostegni bis e altre agevolazioni

Il decreto Sostegni bis (dl 73/21) convertito in legge n.106 del 23 luglio 2021 ha introdotto una serie di misure che resteranno in vigore fino al 30 giugno 2022. Tale pacchetto prevede: esenzione delle imposte per l’acquisto della prima casa (registro, ipotecaria e catastale), oltre a quella sostitutiva sull’atto del mutuo; garanzia del Fondo Prima Casa gestito da Consap (riservato a coloro che non sono proprietari di altri immobili ad uso abitativo e per un finanziamento non superiore a 250mila euro) gestito da Consap fino all’80% della quota capitale. Ma se è l’impresa a vendere l’abitazione, c’è un credito di imposta pari all’ammontare dell’Iva corrisposta dall’acquirente per l’acquisto destinato ai giovani sotto i 36 anni. Alcune norme restano da chiarire, ma di sicuro le nuove opportunità e i pacchetti bancari stanno andando incontro ai giovani e porteranno dei benefici anche al mondo dell’edilizia e delle costruzioni.

«Questo è il momento storico perfetto per progettare e realizzare immobili residenziali di valore, efficienti dal punto di vita energetico e curati, che vadano incontro alle esigenze e alle aspettative dei giovani adulti, desiderosi di realizzarsi dal punto di vista personale e famigliare» commenta Daniele D’Orazio, amministratore di Impredo, secondo cui «le aziende del settore edilizio hanno una grande responsabilità: costruire case per le nuove generazioni, che siano durevoli, confortevoli e sostenibili».

Il sogno della prima casa

Gli italiani restano legati al sogno di avere una casa di proprietà, la pandemia ha anche cambiato le aspettative di come deve essere l’abitazione. I giovani sono sicuramente più attenti ai materiali (sostenibili), al risparmio energetico e a finiture di qualità. La prima casa è un bene prioritario per le famiglie e per le giovani coppie che vogliono cominciare a costruirsi un futuro proprio partendo dall’acquisto di un appartamento. In Italia sono circa 57 milioni gli immobili che appartengono a persone fisiche, di cui il 60% è utilizzato come abitazione personale. Solo una minima parte, poco più del 10%, finisce nel settore della locazione. La maggior parte delle abitazioni, però, sono di pensionati e lavoratori dipendenti (82,5%). Ma da oggi anche i giovani potranno realizzare il sogno di avere una prima casa di proprietà.

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Il team di Impredo. Valentina Longo, Project Manager: «La mia sfida professionale comincia dal cantiere»

È arrivata in Impredo da pochi mesi, Valentina Longo con in mente ben chiaro il suo futuro. Trent’anni, una laurea in Ingegneria Edile-Architettura, Valentina è una Project Manager con alle spalle un’esperienza altamente formativa in Qatar per un progetto di mobilità pubblica. «Ho lavorato a Doha per la progettazione della metropolitana – spiega Longo –, un compito complesso perché partiva da zero e lì non c’è l’utilizzo del mezzo pubblico come da noi. È stata un’esperienza molto importante, ma avevo voglia di misurarmi con qualcosa di più realistico».

E così dalla progettazione su carta passa all’ambito dell’impresa, in Impredo: «Un ambiente stimolante e molto interessante, e poi questo nuovo ruolo come Project Manager mi ha permesso di fare e vedere qualcosa in più rispetto alla semplice progettazione. In Impredo posso verificare in prima persona i diversi aspetti del lavoro in cantiere, con un approccio più concreto».

Un ruolo, il suo, certamente delicato ma molto articolato. «Il Project Manager gestisce i cantieri sotto tutti gli aspetti: dall’avvio alla pianificazione, dall’esecuzione al controllo fino ad arrivare alla chiusura del progetto. Si seguono le lavorazioni a 360°, si gestiscono i tempi, i costi e anche la qualità del progetto. È un ruolo di grande responsabilità. Mi arriva un progetto e devo fare in modo che venga realizzato secondo tutti i criteri stabiliti e le linee guida date dai progettisti. Al momento sto seguendo tre cantieri: uno di demolizione e ricostruzione completa di un edificio a piazza Bologna a Roma; un progetto privato di ristrutturazione di una villa ai Parioli; e poi una ristrutturazione e riorganizzazione di un ufficio sempre in zona Parioli».

Il Project Manager guida il team verso l’obiettivo, che è quello di realizzare un progetto e soddisfare le esigenze dei clienti, al tempo stesso interfacciandosi con l’impresa di costruzione e le pubbliche amministrazioni per le varie autorizzazioni.

A Valentina Longo sono richieste competenze trasversali: una formazione tecnica e specifica per prendere decisioni consapevoli e avere il controllo di tutti i processi; capacità di problem solving; doti di leadership, soprattutto rispetto a un mondo – quello edile – molto maschile; saper lavorare in gruppo; e abilità comunicative. «Rispetto al mondo della progettazione, quello delle costruzioni è molto maschile – spiega Valentina –, ma devo dire che qui ho trovato grande collaborazione tra colleghi e l’esperienza in Impredo mi sta dando moltissimo. Sto imparando ad assumermi responsabilità diverse e ad avere una visione più completa. Ho trovato una società ben strutturata ed organizzata, che mi permette una formazione costante e una crescita continua».

Ha già acquistato una casa di sua proprietà? «Sì da poco». Avrà dato del filo da torcere ai venditori, mettendo in campo tutte le sue competenze e qualità sviluppate in ambito lavorativo. «Devo ammettere che sono andata molto preparata, ho studiato a fondo il capitolato e ho fatto domande specifiche che li hanno sicuramente sorpresi».

Origini abruzzesi, ma trapiantata a Roma dai tempi dell’università, Valentina Longo è cresciuta a pane e architettura. Una passione che ha imparato a coltivare nella sua famiglia di origine. «Mia madre è un architetto, ma la mia è stata una scelta forse inconsapevole. A scuola sono sempre stata molto brava e così dopo il diploma ho voluto tentare una strada affine e per cui mi sentivo predisposta e mi sono trasferita a Roma per studiare». Ma nel suo futuro c’è la progettazione o la costruzione? «È giusto che io conosca tutti gli aspetti, lo trovo formativo e importante per svolgere bene ogni ruolo, ma questo ruolo del Project Manager mi piace molto. Mi permette di stare in ufficio ma anche di andare spesso in cantiere, di seguire i lavori. E per me che non amo stare chiusa in un posto è fondamentale. È la mia dimensione ideale».

Valentina è abituata al gioco di squadra. Dopo anni di sci ha praticato pallavolo a livello agonistico: «Nello sport come nella vita il confronto è qualcosa che mi piace, lo trovo stimolante e arricchente. Io osservo e cerco di imparare da tutti, dal muratore al capo cantiere. Sono giovane e tutti possono insegnarmi qualcosa».

E poi ama anche guardare il mondo e gli edifici con un occhio curioso, grazie alla sua passione per i viaggi e per le lunghe passeggiate alla scoperta di qualcosa di nuovo. «Quando osservo l’architettura di un edificio mi soffermo spesso a cercare un particolare, un dettaglio unico e a capire come funziona».

La pandemia ha cambiato un po’ le richieste dei clienti? «Sicuramente sì e c’è anche molta più attenzione a ciò che si desidera. Per le abitazioni, ad esempio, tutti vogliono uno spazio maggiore nella zona giorno, piuttosto che nella zona notte e poi spazi esterni come giardini o balconi. Per gli uffici invece la richiesta è quella di luoghi più piccoli perché viene concessa la possibilità dello smart working, e non è più necessario avere spazi immensi per tutti i dipendenti. Il benessere e la soddisfazione dei clienti per noi sono fondamentali, così come garantire standard abitativi e qualità della vita».

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spazi sociali nuovi quartieri

Gli spazi sociali: un valore aggiunto per i nuovi quartieri

È in corso una profonda riflessione sul concetto ampio di vivere gli spazi, siano essi privati come una casa o un appartamento, o sociali come uffici, scuole, piazze e giardini.

Vivere gli spazi privati e pubblici

L’esigenza di avere un’abitazione ampia, con spazi vivibili per tutta la famiglia, dove ognuno possa trovare il suo piccolo ambiente privato per lavorare e studiare deve conciliarsi con la possibilità di poter usufruire di un luogo all’aperto da vivere come giardini e terrazzi, oggi più che mai un prolungamento del living.

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Ugualmente, le persone avvertono sempre più la necessità di avere a disposizione degli spazi per l’aggregazione sociale ben progettati e realizzati a regola d’arte con materiali di qualità per contrastare l’usura del tempo e degli eventi climatici: piazze, giardini, ma anche scuole, uffici, centri commerciali e luoghi di cultura favoriscono da sempre la vita di quartiere ma in questo momento storico più che mai diventano centrali nell’esperienza collettiva.

Spazi sociali: un valore aggiunto per la città

Una città che cambia, che si trasforma, che cresce e che guarda al futuro non può non pensare agli spazi pubblici per la propria comunità. Se il Covid ci ha costretto a stare di più in casa a svolgere attività come smart working e didattica a distanza, di sicuro non ha tolto la voglia di convivialità e socialità. Per questo gli spazi sociali sono un ritrovo sicuro e all’aria aperta in cui favorire l’aggregazione sociale.

Nelle città servono più giardini e parchi pubblici nei singoli quartieri dove far giocare i bambini e stimolare la loro creatività, ma anche dove poter fare attività sportiva all’aperto in gruppo, leggere, organizzare pic-nic e piccole feste. Un parco pubblico può diventare il punto di incontro per guardare una partita di calcio, una rassegna cinematografica o per qualsiasi eventi musicale o culturale, suddividendo le postazioni per gruppi di amici o famiglie.

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I nuovi quartieri

Se il centro si sta trasformando sempre di più in un’isola pedonale da dedicare allo shopping e a passeggiate culturali, gli spazi verdi attorno alle aree residenziali si trovano più facilmente nei quartieri di nuova costruzione delle grandi città.

Come Torrino Mezzocammino, nell’area sud-ovest di Roma, dove tra i grandi complessi residenziali Impredo si è occupata della realizzazione di due edifici a destinazione commerciale in via Lucchetti Rossi e inglobati in un’area verde: una sorta di grande piazza per la condivisione e l’aggregazione; e della realizzazione dell’edificio in via Hugo Pratt, dal design originale e moderno, con destinazione sia residenziale che commerciale: appartamenti dotati di ampie terrazze, con vista panoramica su un quartiere verde e in grande crescita.

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MYllennium Award e Mastri 4.0

MYllennium Award e Mastri 4.0: il futuro è dei giovani talenti under 30

Mastri 4.0, la scuola dei mestieri edili voluta da Impredo per formare le maestranze del futuro, è stata presentata mercoledì 14 luglio 2021 al Myllennium Award nella cornice di Villa Medici, a Roma. Un contesto prestigioso, quello del MYllennium Award, riconoscimento istituito sette anni fa dal gruppo Barletta e dalla Fondazione omonima, il primo premio generazionale italiano che va ai migliori talenti tra i 18 e i 30 anni di età.

MYllennium Award per i giovani talenti

Sono 35 i giovani talenti che hanno ricevuto un premio nella suggestiva cornice di Villa Medici a Roma, in una cerimonia che si è svolta lo scorso 14 luglio. Premiati i migliori under 30 in nove sezioni: saggistica, startup, giornalismo, architettura/street art, cinema, musica, sport, imprenditoria sociale, opportunità di lavoro e formazione.

Quest’anno erano candidati al premio ben 350 talenti provenienti da tutta Italia, un numero che indica la grande importanza del riconoscimento, ma anche l’opportunità di offrire sostengo e formazione ai giovani talenti (in palio premi in denaro, possibilità di master e stage, di produzioni e pubblicazioni grazie anche al coinvolgimento di istituzioni, aziende, imprese e università).

«Ai partecipanti chiediamo di mettersi in gioco con creatività e innovazione, mettendo a frutto le proprie capacità e avendo un approccio globale e multidisciplinare – spiega il presidente del premio Paolo Barletta –. Quello che offriamo è un’opportunità concreta di crescita e la possibilità di aprire nuove porte per il loro futuro. Perché i giovani? Perché un domani saranno loro i professionisti, coloro a cui affideremo la nostra società, i cambiamenti, un mondo che dovrà guardare all’inclusività e alla sostenibilità. Dobbiamo stimolarli e sostenerli».

Il bando MYllennium Award dal 2022 si arricchisce di una nuova sezione MyBRICKS, realizzata in collaborazione con la Scuola Mastri 4.0 ed Impredo, che sarà inserita nel bando 2022 e premierà i migliori giovani mastri, selezionati da un comitato scientifico di cui fa parte Daniele D’Orazio, direttore della scuola Mastri 4.0.

futuro e giovani talenti

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Scuola Mastri 4.0

Mastri 4.0 è stato presentato nel corso della serata condotta da Caterina Balivo e Pier Luigi Pardo. Il progetto di Impredo per offrire al settore edile nuove maestranze specializzate. Si tratta di una scuola e che partirà ad ottobre con un corso pilota di due mesi (180 ore divise tra aula e cantiere) e che prende spunto proprio dal forte incremento che sta avendo l’edilizia in questi ultimi anni, ma con la consapevolezza che servono maestranze formate. In questo modo si vuole favorire un percorso di studi dedicato ai mestieri edili, rispondendo al tempo stesso a una crescente domanda di lavoro, che però ha bisogno di giovani preparati. L’obiettivo è di avere dei professionisti che abbiamo appreso le nuove tecniche costruttive a basso impatto ambientale.

Mastri 4.0 propone quattro percorsi: carpenteria e muratura, impiantistica idraulica ed elettrica, decorazione e falegnameria, project management. Per entrare al corso Mastri 4.0 bisognerà presentare una candidatura entro il 30 settembre 2021 alla mail  iltuofuturo@mastriquattropuntozero.it (info mastriquattropuntozero.it).

«Vogliamo immaginare e realizzare un futuro con professionisti edili competenti, riscoprendo quelle maestranze indispensabili nel mondo delle costruzioni ma che invece stanno scomparendo – spiega Daniele D’Orazione, fondatore e amministratore di Impredo e ideatore di Mastri 4.0 –. La mia famiglia lavora nel mondo dell’edilizia da 50 anni e io ho tratto i migliori insegnamenti proprio lavorando nei cantieri in cui sono cresciuto fin da piccolo. Per questo ho pensato a una scuola in grado di dare ai giovani gli stessi insegnamenti ricevuti in passato, che sono indispensabile per la formazione e la crescita professionale. Inoltre, è una possibilità concreta di imparare un mestiere e di contribuire alla crescita del nostro Paese, perché l’edilizia è il motore dell’economia italiana. Ma servono professionisti formati, capaci ed esperti e allo stesso tempo innovativi, perché il futuro è di un’edilizia green e sostenibile sfruttando la tecnologia a disposizione».

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settore delle costruzioni

Settore delle costruzioni: una ripresa segnata dalla sostenibilità ambientale e dalle tecnologie digitali

Il settore delle costruzioni si sta lasciando alle spalle il periodo nero legato alla pandemia e sta tornando a gran velocità sopra i livelli di febbraio 2020, prima che il Coronavirus bloccasse il mondo intero. Una ripresa che viene anche segnata dagli obiettivi posti dal Green Deal europeo e da un comparto in costante rinnovamento in fatto di sostenibilità ambientale e tecnologie digitali.

I dati Istat

La crescita nella produzione nelle costruzioni del primo trimestre del 2021 è confermata dall’Istat (+5,4% in media rispetto al trimestre precedente. Nella media dei primi tre mesi di quest’anno, l’indice grezzo mostra un +19,4% rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre l’indice corretto per gli effetti di calendario (giorni lavorativi) è salito a +20,9%.

Un ulteriore incentivo al settore edilizio è arrivato con il rinnovo di bonus e superbonus per ristrutturare case, aziende e condomini, lavori che permettono l’efficientamento e l’ammodernamento di edifici già preesistenti. Si riducono i consumi, si favorisce la sostenibilità e si dà una nuova vita alle strutture esistenti.

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Il settore delle costruzioni

Ed è proprio sul settore delle ristrutturazioni che si tende a spingere. L’obiettivo del Green Deal europeo è quello di ridurre l’impatto ambientale e le emissioni dell’edilizia e del comparto delle costruzioni, sia nella fase di costruzione che di mantenimento. Entro il 2026 si vogliono raddoppiare le ristrutturazioni, riqualificando gli edifici proprio in fatto di energia e sostenibilità e recuperando gli immobili preesistenti. Il documento europeo ovviamente per arrivare a un impatto climatico zero punta anche su una mobilità sempre più sostenibile e una riduzione dei rifiuti.

Il “Vecchio Continente” pone le basi da qui al 2050 per creare un’economia moderna e sostenibile in tutti i settori. L’edilizia è responsabile del 40% del consumo energetico, del 36% delle emissioni di gas climalteranti e del 33,5% dei rifiuti totali. Ma grazie alla tecnologia digitale, il settore sta facendo passi da gigante. Il BIM - Building Information Modeling, ad esempio, che è un modello informativo sulle proprietà fisiche e funzionali dell’edificio, consente di aumentare la produttività, l’efficienza, la qualità e la sostenibilità dell’immobile.

Una progettazione integrata allunga la vita dell’infrastruttura e ne favorisce il riciclo o la dismissione. L’edilizia in futuro si baserà sempre più sulla tecnologia digitale come stampa 3D, realtà aumentata e virtuale per risparmiare tempi e costi.

Impredo Srl viaggia già in questa direzione già da diverso tempo grazie all’utilizzo di tecnologie aggiornate e all’avanguardia come render 3D e BIM: «Queste tecnologie – spiega il fondatore e amministratore unico Daniele D’Orazio - ci permettono di seguire la fase di progettazione con grande attenzione ai dettagli, a partire dalla fase del concepimento fino alla realizzazione. Gli immobili che costruiamo sono ad alta efficienza energetica, sostenibili e funzionali al benessere delle persone e al tempo stesso hanno caratteristiche architettoniche in linea con il contesto che li accoglie».

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centro polifunzionale pio cretaro progetto

Centro polifunzionale “Pio Cretaro”: l’impegno di Impredo per la comunità di Amatrice

Partecipare attivamente alla ricostruzione di Amatrice e omaggiare nello stesso tempo la memoria del giovane Pio Cretaro. Impredo Srl si è impegnata in una iniziativa, collaborando insieme all’Associazione nazionale alpini (Gruppo Abruzzi, Sezione Amatrice) e all’Opera nazionale del Mezzogiorno d’Italia per commissionare allo Studio Tecnico Re_Store la progettazione di un edificio che diventi un punto di riferimento per la comunità di Amatrice duramente colpita dal terremoto del 2016.

Il primo passo del centro polifunzionale “Pio Cretaro”

Un anno fa ad Amatrice è stato presentato il progetto del centro Polifunzionale “Pio Cretaro”, dedicato al giovane che nel 2005 è stato premiato come “il bambino più buono d’Italia” e che poi è scomparso prematuramente nel 2010 a causa di un incidente stradale.

La donazione di Impredo da una parte omaggia il giovane Pio Cretaro e dall’altra dà a tutti i ragazzi di Amatrice un esempio a cui ispirarsi. Ma è anche un atto concreto per una comunità duramente colpita dal terremoto, e che si rifà proprio alla bontà e alla solidarietà di cui Pio Cretaro si è fatto portavoce nella sua pur breve vita.

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Il progetto

Il progetto prevede la costruzione di una struttura di 330 metri quadrati suddivisi in più livelli e destinata a diventare la sede dell’Associazione nazionale alpini di Amatrice, della Protezione civile locale e del Centro operativo comunale. Sarà un edificio in acciaio e legno, realizzato seguendo proprio le nuove direttive in fatto di bioedilizia e di tecniche antisismiche e dando al piccolo borgo laziale un segno di rinascita. La copertura si ispirerà al cappello degli alpini.

L’edificio sorgerà nei pressi della zona Campo Zero, dove sono stati realizzati i moduli abitativi destinati all’emergenza post-terremoto e sarà una struttura permanente. Un punto di riferimento per la comunità e un segno di ripartenza, ma con l’obiettivo di valorizzare il territorio, di dare aiuto e sostegno, di operare per il bene e al servizio della popolazione.

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edifici sostenibili e materiali green

La nuova frontiera delle costruzioni: materiali green e innovativi

Il settore delle costruzioni corre velocemente verso un futuro sempre più caratterizzato da elementi di innovazione e sostenibilità ambientale ed energetica. Gli edifici sono progettati e realizzati per produrre il massimo impatto in termini di risparmio energetico ed economico e per soddisfare quelle esigenze di tutela dell’ambiente che oggi negli ultimi anni sono divenute centrali nel dibattito pubblico anche per convincere le comunità a intraprendere percorsi di modernizzazione e urbanizzazione. L’utilizzo di materiali green a basso impatto ambientale e di qualità, e la progettazione di ambienti comfort diventano dunque essenziali nel settore edilizio.

Verso la bioedilizia

Ventilazione naturale per un perfetto ricambio d’aria, riscaldamenti a basso consumo, il miglioramento dell’isolamento termico, l’utilizzo di protezioni fissi o mobili come frangisole e persiane per rinfrescare la casa riducendo al minimo l’utilizzo dell’aria condizionata, riduzione di spreco idrico con tecnologie che vanno a raccogliere e riutilizzare l’acqua piovana per l’irrigazione dei giardini.

I materiali green

I materiali per la costruzione di edifici sostenibili devono provenire da fonti rinnovabili per ridurre al minimo gli sprechi. La fibra di legno, che deriva dagli scarti di falegnameria e ha un ottimo potere termico, è ideale come isolante. La fibra di cocco, resistente alle muffe e ai campi elettromagnetici, è utilizzata per creare pannelli interni per porte e pareti. Il sughero, resistente e non attaccabile dalle muffe, è impiegato per l’isolamento dei pavimenti. La lana di cellulosa, che proviene dal riciclo di carta di giornale, è usata per isolare termicamente i tetti delle abitazioni.

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L’innovazione: la nuova vernice bianca

E sul mercato è in arrivo una nuova vernice superbianca in grado di rinfrescare le superfici di 4,5 gradi centigradi rispetto alla temperatura esterna, con un utilizzo minore quindi di aria condizionata, favorendo un risparmio energetico ed economico e poi producendo meno inquinamento.

La scoperta è dei laboratori della Purdue University degli Stati Uniti. Questa vernice sfrutta le potenzialità del solfato di bario, un pigmento che non assorbe luce ultravioletta. Già in molti centri soprattutto marittimi, come Santorini ma anche Alberobello, per combattere il caldo e caratterizzare l’architettura, tutti gli edifici vengono dipinti di bianco. In questo caso la nuova vernice sarà rivoluzionaria e porterà a una forte riduzione delle emissioni inquinanti nel giro di pochissimo tempo.

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ufficio del futuro, addio open space

Addio agli open space: l’ufficio del futuro rivoluziona gli spazi

C’erano una volta gli uffici open space. C’erano, perché gli spazi aperti non rappresenteranno il futuro degli uffici pubblici e privati. La pandemia ha portato enormi trasformazioni nella vita di tutti i giorni e i cambiamenti maggiori coinvolgono proprio gli spazi comuni. E l’architettura degli uffici non potrà che esserne influenzata.

L’open space

Gli uffici open space hanno preso piede negli ultimi trent’anni, un’idea sostenuta dallo studio Clive Wilkinson Architects che li progettò per grandi aziende come Google e Microsoft. Il progetto era di creare aree in comune per favorire la creatività, la collaborazione e il confronto tra i dipendenti, soprattutto per alcune tipologie di lavoro (marketing, comunicazione e grafica). Spazi anche piccoli ma sfruttabili e modificabili in tutta la loro ampiezza, con un mobilio semplice ma di effetto, e poi risparmio economico ed energetico.

Di contro l’open space causa una mancanza di privacy e provoca inquinamento acustico e visivo, penalizzando dunque quelle attività richiedono silenzio e concentrazione. Inoltre negli uffici aperti c’è anche un rischio maggiore a livello sanitario e infettivo, perché virus e batteri circolano liberamente senza nessuna barriera architettonica.

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Ridisegnare gli spazi

E proprio l’emergenza sanitaria ha convinto i progettisti a rivedere l’architettura degli uffici e la distribuzione degli spazi. Le aziende, in questo delicato momento, hanno molti lavoratori in smart working (il 30% in ogni caso non rientrerà in ufficio nemmeno in futuro preferendo la modalità da remoto) e pochi in presenza. Un fattore che sta convincendo una parte delle imprese a ricercare sul mercato uffici più piccoli e un’altra parte a ripensare gli spazi. Lo stesso studio Clive Wilkinson Architects sta riprogettando gli uffici in spazi diversificati e multifunzionali.

Amber Wernick, associata di Clive Wilkinson Architects, in un articolo pubblicato su Fast Company ammette: «L’ufficio open space è morto, questo è il più grande cambiamento portato dalla pandemia e cambierà il modo in cui le persone vedranno l’ufficio dopo un anno passato a casa».

L’ufficio del futuro

Lo studio propone alle grandi aziende di ridisegnare gli spazi dei propri uffici, proprio per favorire tale cambiamento e assecondare le mutate esigenze. L’obiettivo è quello di creare un ufficio nuovo con spazi ben divisi: ambienti per lavorare in silenzio, luoghi di condivisione e ancora posti dove socializzare come a casa.

Clive Wilkinson Architects sta proponendo in America un ufficio con tre diversi ambienti: una sorta di biblioteca per garantire privacy, una stanza con postazioni individuali, un luogo del silenzio ideale per la concentrazione e i lavori più delicati; una piazza, ovvero un luogo per interagire con i colleghi, vivace e che favorisca l’integrazione e l’incontro, una cucina/caffetteria, così il distacco dallo smart working sarà meno duro. E infine il viale, un corridoio che si trasforma in un angolo con divanetti dove fare quattro chiacchiere senza infastidire gli altri colleghi ma scambiandosi idee.

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hotel del futuro

Le nuove tendenze nel settore della costruzione di hotel

Il turismo, i viaggi di lavoro e l’industria degli eventi hanno subito nell’ultimo un pesante colpo nel 2020 e nella prima parte del 2021.

Il turismo di prossimità e la necessità di alloggiare in spazi poco affollati ha convinto coloro che sono andanti in vacanza o che hanno dovuto pernottare fuori per lavoro ad affittare abitazioni private (appartamenti o ville) o hotel piccoli a gestione familiare. Scelte che influiranno anche nella realizzazione o nel rifacimento delle strutture alberghiere.

L’hotel del futuro

L’albergo del futuro dovrà proporsi ai propri clienti come uno spazio funzionale, facilmente trasformabile e non più utilizzabile solo per pernotti e meeting. Dovrà avere una dimensione nuova, con servizi innovativi e poliedrici pensati per una comunità molto più vicina nello spazio.

Gli alberghi dovranno essere in grado di cambiare pelle diventando:

  • spazi per lo smart working (domanda sempre più crescente proprio in seguito alla pandemia);
  • spazi sociali di incontro per business e leisure (bleisure, dove il viaggio di affari si unisce al piacere e al tempo libero);
  • spazi polifunzionali per eventi di ogni tipo;
  • spazi per il tempo libero e lo sport (palestre e spa);
  • bar e ristoranti con un’offerta variegata h24.

L’hotel del futuro è quindi uno spazio modulare, pronto alla riconversione soprattutto nei periodi di bassa stagione. Una struttura che sappia integrarsi con il territorio in cui si trova, proponendo percorsi culturali, naturalistici ed enogastronomici, molto ricercati.

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Le trasformazioni degli ultimi anni

Soprattutto nelle metropoli internazionali, gli alberghi hanno già cominciato una vera e propria rivoluzione con hall e lounge che si aprono alla città con offerte per il divertimento, il relax e il business: una hall che esca dal suo “ruolo naturale” di accoglienza degli ospiti per diventare un luogo di incontro, di lavoro, di scambio di idee, oppure uno spazio espositivo, pronto ad accogliere mostre d’arte.

Una nuova dimensione

L’hotel di nuova generazione è un nuovo format ricettivo più vicino alla dimensione di casa in grado di offrire alla comunità un arredamento ricercato e un’architettura attenta ai dettagli e alla sostenibilità, ma anche un lusso che sia alla portata di tutti. Ambienti ben disegnati, funzionali e piacevoli da abitare.

Zero barriere architettoniche, ampie vetrate per valorizzare la luce naturale, scenari luminosi versatili, tecnologie a risparmio energetico.

Le stanze devono poter garantire uno spazio vitale: non camere piccole ma mini appartamenti, silenziosi e con funzionalità domotiche.

E poi la riscoperta degli spazi esterni con piccole oasi di verde come giardini e terrazze.

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