Costruzioni sostenibili: il confronto tra i professionisti nella tavola rotonda di Impredo

Qual è il nuovo modo di costruire sostenibile e quali sono i materiali oggi a disposizione? Soprattutto, le maestranze come devono essere formate? Come le grandi città possono costruire impattando meno sull’ecosistema? E’ stato questo l’argomento della terza tavola rotonda organizzata da Impredo in occasione dei suoi 10 anni di attività. Un incontro, intitolato "Costruzioni sostenibili: le nuove frontiere dell’edilizia e dei suoi lavoratori", che ha visto la partecipazione di importanti figure del settore edile e urbanistico, con l'obiettivo di discutere e analizzare le trasformazioni in atto nel campo dell’edilizia.

Il futuro delle costruzioni

Comprendere e adattarsi ai cambiamenti richiesti per promuovere un’edilizia sostenibile: su questo si è incentrato il presidente del Consiglio di Amministrazione e fondatore di Impredo, Daniele D’Orazio, che ha aperto l'evento con un saluto, ringraziando i partecipanti per il loro contributo al dialogo e ricordando che: “la sostenibilità non si ferma a materiali e tecnologie ma è cruciale anche ripensare al ruolo dei lavoratori nel settore edile. Formazione continua, sicurezza sul lavoro e valorizzazione delle competenze sono elementi chiave per garantire che i nostri cantieri non siano solo luoghi di lavoro ma anche di crescita professionale e personale. E il progetto mastri 4.0 ne è un chiaro esempi.”.

Federico Rocca, consigliere di Roma Capitale e vice presidente della commissione lavori pubblici, ha parlato delle sfide e delle opportunità per l'edilizia sostenibile a Roma. A Roma abbiamo un problema di edilizia consolidata, una città fortemente urbanizzata nelle zone centrali e semi centrali, con una forte espansione in periferia non solo attraverso piani di zona, ma anche con un’edilizia spontanea e non regolata. I margini di intervento per creare edifici sostenibili sono limitati a causa di vincoli urbanistici, paesaggistici e della sovrintendenza. Tuttavia, sui nuovi interventi è più facile operare con materiali e tecniche di minore impatto. È fondamentale vedere questo come un investimento nel lungo periodo e non solo il costo iniziale".

Rocca ha inoltre evidenziato la necessità di incoraggiare tramite premialità e di sviluppare una mobilità sostenibile attraverso la progettazione di quartieri integrati e di come sia necessario: “Creare più aree verdi e sviluppare un trasporto sostenibile. Roma, essendo una delle città europee con più aree verdi all'interno della città consolidata, può migliorare ulteriormente la qualità dell'aria attraverso veicoli sostenibili, trasporto su ferro e parcheggi di scambio. Proposte come il recupero dell'ex Fiera di Roma con giardini verticali rappresentano iniziative verso la sostenibilità."

Ruggero Giannini, membro del Comitato per la Qualità Urbana ed Edilizia di Roma Capitale, ha esplorato il futuro delle costruzioni sostenibili. "La sostenibilità si collega strettamente a dimensioni quali la zona, il prodotto e l'utente. È fondamentale realizzare interventi per area e migliorare l'incidenza del NEEL nelle operazioni. L'obiettivo è generare valore sostenibile attraverso la cultura sociale." Giannini ha inoltre discusso l'importanza di affidare i progetti a imprese qualificate e di seguire standard qualitativi elevati.

I nuovi materiali

Alessandro Braga, direttore generale di Abitare IN, ha illustrato le ultime innovazioni nei materiali da costruzione eco-compatibili. "Parliamo di materiali legati all’isolamento, che hanno un impatto significativo sulla sostenibilità di un edificio. Anche le vernici e i prodotti chimici, come la colla delle piastrelle, sono altamente inquinanti, ma ci sono aziende leader che stanno sviluppando alternative green." Braga ha sottolineato la necessità di incentivare la vendita di prodotti green, attualmente meno diffusi rispetto ai tradizionali.

Andrea Preziosa, ingegnere edile per Impredo, ha condiviso alcune delle strategie e buone pratiche che stanno plasmando il futuro delle costruzioni sostenibili. "La principale strategia è ridurre al minimo i trasporti degli approvvigionamenti, favorendo il km0 e la scelta di materiali locali nella fase iniziale di progettazione. Tuttavia, è evidente che la scelta delle tecnologie dipende anche dalle decisioni del committente."

Christian Dellacasa, responsabile dello sviluppo immobiliare per REDBRICK, ha offerto una definizione dettagliata di costruzione sostenibile. "La sostenibilità edilizia oggi si compone di due parti: la sostenibilità in fase costruttiva e progettuale. La progettazione in particolare è fondamentale così come la competenza dei soggetti che operano sugli edifici. Dal punto di vista progettuale occorre non avere uno sguardo limitato al costo ma pensare anche all’edificio come un organismo vivente."

Loris Chinello, titolare di ISOTEX srl, ha parlato dell'utilizzo di materiali innovativi e sostenibili, evidenziando l'approccio ecosostenibile e la sicurezza antisismica dei loro prodotti. "Utilizziamo solo legno di abete di recupero che non deve essere trattato e stagionato. La mineralizzazione è effettuata con l’utilizzo di un minerale naturale che rende il legno resistente al fuoco e agli agenti atmosferici."

Anche questa tavola rotonda come le precedenti, ha offerto una panoramica approfondita delle sfide e delle opportunità che caratterizzano il settore dell'edilizia sostenibile. Gli interventi dei relatori hanno evidenziato la necessità di investire in formazione, innovazione e incentivi per promuovere pratiche edilizie più green e resilienti.

Guarda il video della Tavola Rotonda


Sicurezza sul lavoro in cantiere: come tenere sempre alto il livello di attenzione

Il 13 giugno si è tenuta la seconda di quattro tavole rotonde organizzate da Impredo. Un evento particolarmente significativo in occasione dei dieci anni di attività dell’azienda. L'obiettivo era esplorare strategie innovative, pratiche e soluzioni per migliorare costantemente la sicurezza nei cantieri, coinvolgendo architetti, ingegneri e altri professionisti.

Intorno ad un tavolo virtuale si sono riuniti Monica Benedetti, architetto e coordinatore alla sicurezza nei cantieri Impredo; Gianfranco Urbanelli, formatore di personale tecnico operativo presso ELIS, ente no profit che promuove progetti d’innovazione e formazione insieme a grandi gruppi nel settore dell’istruzione, educazione e lavoro; Francesco Micomonaco, ingegnere specializzato in sicurezza del lavoro e consulente per Impredo; Francis Cannella, responsabile di qualità e sicurezza presso BITI, società specializzata in progetti e servizi per le aziende nel settore dell’installazione di impianti elettrici e complementari e nel campo delle costruzioni; Dott. Claudio Bianchi, Manager della Direzione generale e Finanziaria presso BITI ed Egidio Sangue, Direttore di Fonditalia, Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua, promosso da Ugl e FederTerziario, che finanzia progetti e programmi a supporto della formazione dei lavoratori.

Sicurezza, tema centrale

I relatori si sono interrogati innanzitutto su quali siano le migliori pratiche da mettere in campo per garantire la sicurezza fra tutti gli attori del cantiere. Monica Benedetti ha sottolineato che, per la sua esperienza, “tutto parte dalla progettazione, anche dal ruolo del coordinatore in fase di progettazione. Quello è il tavolo dove vanno a intervenire tutti e che permette di fare una progettazione della sicurezza, così non rimane solo onere del coordinatore e dell’impresa. È inoltre utile creare dei tavoli di lavoro dove il coordinatore tira le fila per istruire dei professionisti come i progettisti che hanno ancora poca dimestichezza con i problemi concernenti la sicurezza." Gianfranco Urbanelli ha aggiunto che "negli ultimi decenni, la gestione dei rischi nei cantieri, specialmente in ambito elettrico, ha subito trasformazioni significative. Le imprese coinvolte nei lavori di distribuzione elettrica devono impiegare personale con specifici profili formativi, certificati da istituti di formazione accreditati da Enel. Questo personale segue corsi intensivi di sei settimane, che includono rigorosi aggiornamenti sulle norme di sicurezza. Un punto cruciale di questa strategia è rappresentato dai controlli sui cantieri. Almeno il 10-15% dei cantieri è ispezionato, sia da personale interno sia da ispettori esterni. In caso di non conformità rilevanti, si procede alla sospensione del lavoratore coinvolto e all’applicazione di sanzioni. Quest’approccio ha ridotto notevolmente gli incidenti sul lavoro. Rispetto a 30 anni fa, l'introduzione di tecnologia avanzata, come l'utilizzo di dispositivi di protezione individuale evoluti e l'adozione di sistemi di controllo incrociato tra diverse regioni, ha migliorato la sicurezza nei cantieri”.

La cultura della sicurezza

Altro tema su cui si è discusso è stato il concetto di “cultura della sicurezza”. Francis Cannella ha spiegato che “in Biti lavoriamo su più aspetti. Biti ha al suo interno una struttura dedicata alla sicurezza sul lavoro, il Servizio di Prevenzione e Protezione. L’ufficio opera sotto il coordinamento dell’RSPP che in azienda è una figura esterna, ma comunque molto presente, perché l’individuazione dei fattori di rischio, l’organizzazione d’idonee misure di 'contenimento' del rischio in funzione della realtà lavorativa non è mai statica ma potenzialmente in continua evoluzione secondo le attività che si vanno a svolgere cantiere per cantiere, ciclicamente. Oltre alla formazione dei ragazzi, operiamo una sensibilizzazione costante sulla sicurezza, con un presidio continuo sulla formazione dei lavoratori, aggiornamento dei preposti, procedure di sicurezza, utilizzo di attrezzature. Sicuramente, in tutti quei cantieri in cui insiste una struttura ad opera del Coordinatore per la Sicurezza particolarmente efficiente, l’esecutore viene 'supportato' con l’implementazione di procedure di sicurezza dedicate.

L’utilizzo delle attrezzature, l’aspetto comportamentale e un’attenta gestione del cantiere in termini di sicurezza sono elementi fondamentali. Finora, quello che è stato messo in campo ha funzionato, raggiungendo l’obiettivo di incidenti zero ma questo risultato non deve essere visto come il mero raggiungimento di un obiettivo, piuttosto come una serie di buone prassi su cui continuare a edificare un percorso sempre più virtuoso."

L'importanza della buona formazione

Egidio Sangue ha osservato che "in termini di ore di formazione sulla sicurezza, ci si attesta intorno al 27/30%. Il bacino è costituito da piccole imprese perché un conto è avere imprese grandi e quindi strutturate e un altro è avere a che fare con quelle di piccole dimensioni dove c’è un turn over elevato. L’aspetto principale è il sistema che le assiste e le stimola alla formazione. Un campanello d’allarme da segnalare è che ci sono imprese che tardano a erogare la formazione obbligatoria."

Ma cosa dovrebbe cambiare nel sistema per avere consapevolezza dei rischi e soprattutto avere una cultura improntata sulla sicurezza? L’ha spiegato Claudio Bianchi il quale ha rilevato che "c’è un basso grado di formazione cui non si dà troppo peso nel campo edile, ma soprattutto nell’impiantistica, e c’è uno scarso interesse alla materia, e questo ha risvolti negativi non solo a livello operativo, ma nel momento in cui non è rispettata una regola o si verifica un incidente, a risentirne è anche l’immagine aziendale e la condizione economica. Non avere personale qualificato o un basso grado di accortezza nei confronti della tematica sicurezza crea un disagio in ogni campo”.

Sicurezza e tecnologia

Le nuove tecnologie fanno la loro parte, soprattutto oggi. E in molti modi possono aiutare a diminuire i rischi in cantiere. Francesco Micomonaco ha spiegato che "nel prossimo futuro, l'intelligenza artificiale sarà molto importante. Abbiamo già il BIM, che è straordinario ma ancora limitato alla teoria. Per i cantieri e l'agricoltura, è sempre necessaria la presenza umana. L'uso dei droni per le verifiche globali è in crescita: un drone può offrire una visione complessiva di un grande cantiere. La documentazione cloud permette un controllo immediato, riducendo la necessità di documentazione cartacea. I tornelli di accesso intelligenti possono verificare la presenza e i documenti dei lavoratori in cantiere. Non possono sostituire l'uomo. Ad esempio, per alcune attività manuali come la posa di una guaina, è difficile pensare a un robot che possa farlo. I cantieri sono ancora molto 'umani'. Monica Benedetti ha aggiunto che "ovviamente la parte estetica è sempre prevalente e ci si ritrova a dover coniugare quest’aspetto con quello primario della sicurezza. Prendiamo come esempio i lavori in quota, dove la realizzazione dell’opera e il rischio dei lavoratori, come la caduta dall’alto, non è tenuta in considerazione sia in fase di progettazione sia in fase di manutenzione. In sostanza, non viene affrontata in modo specifico e si trova quindi, un “disallineamento” tra protezione individuale e protezione collettiva. Ci sono tecnologie che riguardano la robotizzazione della pulizia delle facciate o dei sistemi come gli uomini in navicella. Ma se non c’è studio a livello di progettazione ci ritroviamo con edifici con sistemi che poi non vanno bene. L’importante è poter arrivare sempre a coinvolgere il lavoratore”.

Evitare i rischi

Il problema più grande rimane la segnalazione del rischio. Far capire a ogni lavoratore in cantiere che ogni minima azione è importante al fine di evitare incidenti. Gianfranco Urbanelli ha affermato che "per sviluppare e mantenere una forte cultura della sicurezza nei cantieri, è fondamentale coinvolgere tutti i livelli di personale attraverso una formazione continua e l'adozione di pratiche collaborative. La formazione non si limita solo agli aspetti tecnici del lavoro, ma enfatizza anche l'importanza della sicurezza. Per esempio, nella formazione di un tirafili (chi lavora in quota per installare linee aeree), no si insegna solo a montare un palo, ma anche come farlo in sicurezza. La promozione di una cultura della sicurezza si ottiene anche attraverso la sensibilizzazione dei lavoratori all'importanza dei 'near miss' (quasi incidenti). Inizialmente, è stata introdotta l'idea di cassette anonime per raccogliere segnalazioni di near miss, che oggi sono riportate tramite app. Questo ha permesso di raccogliere preziose informazioni che hanno contribuito a prevenire incidenti gravi. Inoltre, la pratica del mutuo soccorso e della comunità è promossa tra i lavoratori, in linea con quanto previsto dal Decreto 81, che impone ai lavoratori di prendersi cura della propria salute e di quella degli altri. La collaborazione tra lavoratori e il datore di lavoro è fondamentale per mantenere un ambiente di lavoro sicuro."

Fare sicurezza è anche un problema di finanziamenti. Egidio Sangue ha risposto che "non possiamo immaginare che ci sia attenzione nei confronti della materia sicurezza se l’imprenditore non è consapevole. Perché è colui preposto a intraprendere iniziative. Mentre imprese medio grandi sono più strutturate, noi per le piccole abbiamo necessità di garantire competenza sulla sicurezza per garantire a sé stessi e ai propri lavoratori livelli di competenza adeguati. La formazione non si dovrebbe limitare all’aspetto nozionistico ma dovrebbe indurre ovviamente dei comportamenti automatici. Il tema vero è che si tratta di acquisire degli automatismi rispetto al luogo di lavoro e ai rischi insiti nell’attività lavorativa. È l’unico sistema che può prevenire incidenti”.

La differenza oltre i confini italiani

E all’estero? Quali sono le differenze rispetto all’Italia? Francis Cannella, che ha avuto diverse esperienze, in particolare nel mondo anglosassone, ha osservato che "in Inghilterra si è avanti in termini di approccio alla sicurezza. In questi paesi esistono procedure dettagliate di sicurezza per ogni operazione, mentre nei paesi latini si tende a massimizzare la velocità di esecuzione, spesso a discapito della sicurezza. In Italia, la sicurezza è spesso vista come un elemento che rallenta l'esecuzione. La mancanza di cultura e vigilanza è evidente, ma nei cantieri con strutture efficienti e un coordinatore della sicurezza, si opera seguendo criteri rigorosi”.

Le conclusioni della tavola rotonda sono state evidenti. Per garantire una collaborazione efficace tra architetti, ingegneri e altri professionisti, è fondamentale partire dalla progettazione, coinvolgendo il coordinatore e il committente, e organizzare tavoli di lavoro per istruire tutti i partecipanti sui problemi di sicurezza. La formazione continua e i sopralluoghi con confronto umano sono pratiche cruciali per migliorare l'identificazione e la gestione dei rischi nei cantieri. Questi devono essere integrati in un sistema gerarchico di responsabilità e una cultura della sicurezza robusta che coinvolga tutti i livelli di personale.

Guarda il video della tavola rotonda.


Scenari sulla sostenibilità edilizia, la tavola rotonda di Impredo

L'importanza di formazione, innovazione e incentivi per promuovere un’edilizia sempre più green e resiliente, i nuovi materiali sostenibili e la formazione delle maestranze sono alcuni temi affrontati oggi, giovedì 11 luglio, nel corso della terza tavola rotonda della serie “Costruire il futuro” organizzata da Impredo per fare il punto sull’edilizia in Italia e che rientra nelle iniziative per celebrare i 10 anni di attività dell’azienda guidata da Daniele D’Orazio.

Il confronto si è sviluppato intorno al tema: “Costruzioni sostenibili: le nuove frontiere dell’edilizia e dei suoi lavoratori", che ha riunito esperti del settore per discutere delle sfide e opportunità legate alla sostenibilità nel campo dell'edilizia.

A intervenire sono stati: Federico Rocca, Consigliere Roma Capitale e Vice Presidente Commissione Lavori Pubblici; Ruggero Giannini, Membro del Comitato per la Qualità Urbana e Edilizia di Roma Capitale; Alessandro Braga, Direttore Generale di Abitare IN; Andrea Preziosa, Ingegnere Edile per Impredo; Christian Dellacasa, Responsabile dello Sviluppo Immobiliare per REDBRICK; Loris Chinello, Titolare di ISOTEX S.r.l.

Daniele D’Orazio, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Founder di Impredo, dopo un breve saluto iniziale, ha ricordato di come la costruzione sostenibile sia la strada da percorrere per il futuro così come istruire le maestranze edili all’uso dei nuovi materiali e di una nuova concezione del costruire. Nel corso della tavola rotonda, Daniele D’Orazio ha anche mostrato in diretta il cantiere di Syre a Milano, spiegando come la struttura rispetti ogni parametro di eco-sostenibilità.

Da Milano a Roma, Federico Rocca ha portato l’esempio di una città grande e impegnativa come la Capitale, dove la sostenibilità passa anche attraverso la creazione di aree verdi e quartieri a misura d’uomo. Ruggero Giannini ha aggiunto che l'obiettivo è generare valore sostenibile attraverso la cultura sociale.

Tra i temi affrontati, un capitolo importante è stato dedicato ai materiali sostenibili. Alessandro Braga ha detto che oggi sono utilizzati in particolare quelli per l’isolamento, mentre Loris Chinello ha spiegato che il mattone di legno cemento realizzato nella sua azienda ISOTEX S.r.l., è già da qualche tempo un prodotto sul mercato ma che mai come adesso sta riscontrando un successo proprio perché fornisce tante soluzioni in un unico materiale.

Andrea Preziosa, l’ingegnere che per Impredo sta contribuendo alla realizzazione delle Terme di San Siro, ha spiegato che la principale strategia è ridurre al minimo i trasporti degli approvvigionamenti, favorendo il km0 e la scelta di materiali locali nella fase iniziale di progettazione. Tuttavia, è evidente che la scelta delle tecnologie dipende anche dalle decisioni del committente. Christian Dellacasa ha infine aggiunto che la sostenibilità edile oggi si compone di due parti: la sostenibilità in fase costruttiva e quella in fase progettuale.

Gli interventi dei relatori in questa tavola rotonda come avvenuto nelle altre, hanno evidenziato la necessità di investire in formazione, innovazione e incentivi per promuovere pratiche edilizie più green e resilienti.

Guarda il video e ascolta le parole dei partecipanti.

 


Prospettive del settore edile in Italia: calo degli investimenti ma sale l’innovazione tecnologica nel 2024

Il settore edile italiano è entrato in un anno pieno di sfide significative che coinvolge anche l’adozione delle nuove tecnologie. I dati recentemente rilasciati dall'ANCE e da altri enti del settore delineano un quadro di contrazione negli investimenti, ma anche di opportunità attraverso l'innovazione e la digitalizzazione.

Abbiamo già visto nei primi sei mesi di quest’anno, che il 2024 è considerato un anno difficile per il settore delle costruzioni in Italia, con un calo generale del 7,4% negli investimenti. Questa diminuzione, segnalata nell'ultimo Osservatorio Congiunturale dell'Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE), riflette una tendenza preoccupante che potrebbe avere ripercussioni a lungo termine sulla crescita economica del settore. Di controtendenza, invece, la previsione del 2024 riporta un’importante crescita degli investimenti nel settore delle opere pubbliche, con un aumento del 20%. Questo dato è legato all’accelerazione necessaria degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che assume un ruolo centrale nel sostegno all’economia e al settore delle costruzioni. il 2024 ha già visto un'accelerazione nell'adozione di tecnologie innovative come la realtà virtuale (VR), la realtà aumentata (AR), e l'intelligenza artificiale (AI). Questi strumenti stanno trasformando il modo in cui gli edifici sono progettati, costruiti e gestiti, offrendo miglioramenti significativi in termini di efficienza e riduzione dei costi operativi. L'uso di software gestionali per digitalizzare le operazioni di cantiere è un altro trend in crescita, promettendo di ottimizzare i flussi di lavoro e migliorare la comunicazione tra i vari attori del settore.

Un ulteriore aspetto positivo per il settore è il previsto calo del 4,5% dei prezzi dei materiali da costruzione. Dopo l'aumento dei costi dovuto a fattori esterni come la pandemia e le tensioni geopolitiche, questo calo è una notizia rassicurante che potrebbe aiutare a mitigare alcune delle pressioni economiche attualmente affrontate dalle imprese di costruzione.

Possiamo quindi affermare che i primi sei mesi del 2024 hanno confermato le previsioni per quanto riguarda il settore edile in Italia. Molte sfide ma anche opportunità offerte dall'innovazione tecnologica e l'intervento pubblico nelle opere infrastrutturali, nell’insieme, offrono speranza per una resilienza e una ripresa a lungo termine. Sarà fondamentale per le imprese del settore adattarsi rapidamente ai cambiamenti e sfruttare le nuove tecnologie per rimanere competitive in un mercato in evoluzione.

Fonte: Infobuild/Ance: https://www.infobuild.it/approfondimenti/osservatorio-congiunturale-ance-2024-calo-settore-edile/


I partecipanti a Mastri 4.0

Uno dei lavori più impegnativi ma anche che contraddistinguono la forza del progetto Mastri 4.0, è mappare le competenze e le esperienze professionali dei partecipanti per creare opportunità lavorative innovative. Con l'obiettivo di creare opportunità lavorative nel settore edile, Mastri 4.0 offre una prospettiva nuova sul mercato del lavoro attuale e futuro. I numeri che riportiamo qui sotto sono una raccolta delle interviste fatte finora, dal 2021 anno di lancio del progetto pilota.

La banca dati attualmente conta 228 individui, un melting pot di esperienze e background culturali. La distribuzione per genere vede una predominanza maschile con 158 uomini. La diversità culturale del progetto è riflessa nella variegata provenienza geografica dei suoi partecipanti: l’Africa Occidentale è la regione più rappresentata con 86 individui, provenienti da diversi Paesi che spaziano dall'Eritrea al Senegal, dalla Guinea al Gambia. L’Italia risponde con 36 partecipanti, sottolinea l'importanza del progetto nel cuore del Mediterraneo. Dalle sponde del Mar Baltico dell'Europa Orientale, attraverso la cultura dell'America Latina, fino alle tradizioni dell'Asia Meridionale, possiamo affermare che Mastri 4.0 si estende su un arco globale.

La popolazione del progetto si concentra sulle giovani generazioni, con una rilevante partecipazione nella fascia dei 19-25 anni. Anche il livello d’istruzione mostra una forte polarizzazione tra i partecipanti in Italia, con una maggioranza di 105 persone che possiedono la licenza media, mentre il diploma segue con 65 individui. Al di fuori dell'Italia, il diploma continua a essere una qualifica comune (23 persone), ma sorprende il numero significativo di laureati (35 persone), che rappresenta una vasta gamma di discipline accademiche, da giurisprudenza a ingegneria, da informatica a scienze dell'educazione.

Mastri 4.0 utilizza queste informazioni per tessere una rete di opportunità lavorative, puntando a trasformare la diversità in forza e le competenze in progresso. Attraverso l'analisi dettagliata dei dati raccolti, il progetto si configura come un catalizzatore per un'evoluzione lavorativa che è già in marcia.


L'asilo sostenibile

Monte San Giovanni Campano, piccolo comune in provincia di Frosinone, sta per ospitare un nuovo asilo nido all'avanguardia, con l’obiettivo di migliorare i servizi di educazione e cura per la prima infanzia. Un progetto inserito nel piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Materiali sostenibili, tecnologie di alto livello, una struttura e un design innovativi sono tra i punti cardine della costruzione che ospiterà i bambini del luogo e dei paesi limitrofi. Responsabile del cantiere firmato Impredo è Maurizio D’Orazio: "L’edificio si sviluppa su un unico livello" spiega D’Orazio, "con una struttura portante costituita da travi e pilastri in cemento armato. Il solaio di copertura è di tipo latero-cemento mentre le fondazioni sono dirette in cemento armato. Le tamponature saranno realizzate in laterizio”.

Un asilo innovativo e di design

L'asilo nido sarà suddiviso in tre sezioni, ciascuna con una zona soggiorno e una per il riposo e con una zona pranzo comune. Il cuore del complesso sarà rappresentato dall'agorà, il centro di distribuzione dei percorsi orizzontali, configurato nell’atrio d’ingresso, che consentirà anche la realizzazione di attività collettive, incontri informali, feste ed eventi della comunità scolastica.

"L’edificio sarà a consumo di energia prossimo allo zero," continuaD’Orazio, "grazie ad un involucro completamente coibentato ed un impianto fotovoltaico da 60,75 kW. Questo impianto è dimensionato per soddisfare tutti i consumi elettrici della scuola, inclusa la centrale termica dotata di due pompe di calore aria-acqua elettriche per il riscaldamento a pavimento e tre scalda acqua per la produzione di acqua calda sanitaria. Frangisole sulla facciata sud contribuiranno all’ombreggiamento estivo, mentre sistemi di building automation minimizzeranno i consumi energetici”.

Sostenibilità ambientale

Oltre alla qualità e provenienza, i materiali scelti per la costruzione sono caratterizzati da un basso impatto ambientale e certificati a bassa tossicità. I lavori, iniziati nel marzo di quest’anno, si concluderanno entro agosto 2025.

"L’edificio, distribuito su un unico livello per facilitare l’accessibilità dei bambini in tutte le aule, " spiega D’Orazio, risulterà diviso in due blocchi funzionali e caratterizzato da un ampio androne d’ingresso dotato di una grande superficie vetrata, ideale per attività collettive al chiuso.

Questo nuovo asilo nido rappresenta una importante struttura per la comunità di Monte San Giovanni Campano, in quanto offrirà un ambiente educativo sicuro, all’avanguardia e sostenibile per le future generazioni.


L'asilo sostenibile

Monte San Giovanni Campano, piccolo comune in provincia di Frosinone, sta per ospitare un nuovo asilo nido all'avanguardia, con l’obiettivo di migliorare i servizi di educazione e cura per la prima infanzia. Un progetto inserito nel piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Materiali sostenibili, tecnologie di alto livello, una struttura e un design innovativi sono tra i punti cardine della costruzione che ospiterà i bambini del luogo e dei paesi limitrofi. Responsabile del cantiere firmato Impredo è Maurizio D’Orazio: "L’edificio si sviluppa su un unico livello" spiega D’Orazio, "con una struttura portante costituita da travi e pilastri in cemento armato. Il solaio di copertura è di tipo latero-cemento mentre le fondazioni sono dirette in cemento armato. Le tamponature saranno realizzate in laterizio”.

Un asilo innovativo e di design

L'asilo nido sarà suddiviso in tre sezioni, ciascuna con una zona soggiorno e una per il riposo e con una zona pranzo comune. Il cuore del complesso sarà rappresentato dall'agorà, il centro di distribuzione dei percorsi orizzontali, configurato nell’atrio d’ingresso, che consentirà anche la realizzazione di attività collettive, incontri informali, feste ed eventi della comunità scolastica.

"L’edificio sarà a consumo di energia prossimo allo zero," continuaD’Orazio, "grazie ad un involucro completamente coibentato ed un impianto fotovoltaico da 60,75 kW. Questo impianto è dimensionato per soddisfare tutti i consumi elettrici della scuola, inclusa la centrale termica dotata di due pompe di calore aria-acqua elettriche per il riscaldamento a pavimento e tre scalda acqua per la produzione di acqua calda sanitaria. Frangisole sulla facciata sud contribuiranno all’ombreggiamento estivo, mentre sistemi di building automation minimizzeranno i consumi energetici”.

Sostenibilità ambientale

Oltre alla qualità e provenienza, i materiali scelti per la costruzione sono caratterizzati da un basso impatto ambientale e certificati a bassa tossicità. I lavori, iniziati nel marzo di quest’anno, si concluderanno entro agosto 2025.

"L’edificio, distribuito su un unico livello per facilitare l’accessibilità dei bambini in tutte le aule, " spiega D’Orazio, risulterà diviso in due blocchi funzionali e caratterizzato da un ampio androne d’ingresso dotato di una grande superficie vetrata, ideale per attività collettive al chiuso.

Questo nuovo asilo nido rappresenta una importante struttura per la comunità di Monte San Giovanni Campano, in quanto offrirà un ambiente educativo sicuro, all’avanguardia e sostenibile per le future generazioni.


Cantina Maria Vinci: innovazione e tradizione nei vigneti di Capalbio

Impredo è impegnata nella costruzione della Cantina Maria Vinci, una nuova cantina vinicola di eccellenza a Capalbio. Un progetto che coniuga produzione, degustazione e vendita di vino in un'unica struttura.

Un mix d'innovazione e tradizione

“L’obiettivo è la realizzazione di un edificio commerciale dedicato alla produzione vinicola, con aree riservate anche alla degustazione e alla vendita, " spiega l’Ing. Marco Bravi, Direttore Tecnico di Impredo. "L’edificio si sviluppa su due piani fuori terra e un piano semi-interrato, con un’estensione in pianta pari a circa 1600 mq." La struttura portante è composta da elementi verticali in cemento armato, disposti principalmente sul perimetro del fabbricato, solai in lastre prefabbricate alveolari e copertura in travi in cemento armato precompresso "a boomerang".

Nel cuore dei vigneti

"L’edificio è realizzato in adiacenza a magnifici vigneti ed è progettato specificamente per il processo vinicolo, " continua Bravi. "Lo stile architettonico richiama un capannone industriale, ma con un design accattivante, poiché l’edificio avrà anche un uso ricettivo per consentire a visitatori esterni di assaporare e degustare i prodotti in loco."

Nella realizzazione di Cantina Maria Vinci non sono mancate sfide tecniche: Una delle principali è stata l’irregolarità in pianta dell’edificio, che ha richiesto la massima attenzione nella produzione degli elementi prefabbricati, " sottolinea Bravi. Ovviamente, il rispetto dell’ambiente circostante, con l’utilizzo di materiali ecosostenibili, è stato uno dei punti principali del progetto. "È stata posta la massima attenzione nella scelta e approvvigionamento di materiali ecosostenibili e certificati a basso impatto ambientale, " afferma Bravi. Un impegno verso la sostenibilità che si riflette in ogni aspetto del processo di realizzazione.

Design architettonico e integrazione con il paesaggio

L’edificio presenta una pianta rettangolare con due volumi emergenti dal piano terra. "Nel piano interrato è prevista la barricaia con le botti per la fermentazione del vino" spiega Bravi. "Il piano superiore è caratterizzato da ampi spazi utilizzati per gli uffici e l’attività ricettiva, mentre un piano a mezzanino è destinato alla vendita e alla degustazione del vino." Le opere di finitura prevedono l’impiego di materiali e colori tipici degli edifici agricoli della zona, integrandosi armoniosamente con il paesaggio circostante.

I lavori di costruzione sono iniziati a luglio 2023 e si prevede che termineranno entro ottobre di quest’anno.

Cantina Maria Vinci si presenta come un progetto architettonico diverso dal classico capannone. Una sfida che vede Impredo impegnata in una nuova visione degli spazi industriali. Un esempio perfetto di come l'architettura moderna possa integrarsi con una tradizione, in questo caso vinicola, creando un ambiente che valorizzi sia la produzione sia l'esperienza dei visitatori.


Infortuni sul lavoro: i dati dell’INAIL e l’importanza della formazione

Il 2023 segna un punto di svolta nella sicurezza sul lavoro in Italia, con una significativa diminuzione degli infortuni rispetto all'anno precedente. Un report recente elaborato dall’INAIL mette in luce le variazioni nel numero di incidenti, sottolineando il forte impatto della pandemia di Covid-19 sulle statistiche degli anni precedenti. Mentre si osserva una generale riduzione degli infortuni, vengono anche esaminate le tendenze per genere, tipologia e regione, offrendo una panoramica dettagliata e attuale sul benessere dei lavoratori in Italia. Nel mese che celebra la giornata internazionale della Sicurezza sul Lavoro, il tema diventa ancora più importante all’interno dei corsi di formazione: Mastri 4.0, la scuola dei mestieri creata da Impredo, considera il tema della sicurezza sul lavoro uno dei punti fondamentali della didattica per la formazione dei nuovi mastri di cantiere.

I dati del 2023 rappresentano un importante indicatore del progresso nella sicurezza e nella prevenzione degli infortuni sul lavoro in Italia. Tuttavia, il persistere di un numero significativo di incidenti, come avvenuto già all’inizio dell’anno in corso, incluso un aumento degli infortuni in itinere, e l'incremento delle malattie professionali evidenziano la necessità di continue azioni di miglioramento. Nei corsi di formazione promossi da Masti 4.0, dove si formano i “mastri del futuro” per l’edilizia, l’obiettivo non è solo formare da un punto di vista tecnico-pratico ma rendere consapevole l’alunno dei rischi del cantiere e lavorare sulla sicurezza; perché l’obiettivo comune rimane quello di ridurre ulteriormente gli infortuni e le malattie professionali, lavorando insieme verso una cultura della sicurezza sempre più radicata.

 Fonte: REPORT INAIL 


Il nuovo Parco dei Principi di Roma: il progetto targato Impredo

L'iconico Hotel Parco dei Principi, situato nel cuore della capitale italiana, sta subendo una significativa trasformazione. Impredo ha ricevuto l'incarico di ristrutturare e riqualificare le camere dell'albergo, con l'obiettivo di modernizzare gli spazi mantenendo l'eleganza e il comfort che caratterizzano questa struttura.

Il progetto è stato avviato a novembre del 2023, quando Impredo ha ottenuto l'affidamento degli importanti lavori. Il piano di ristrutturazione comprende la progettazione architettonica, l'arredamento interno, oltre alla revisione e implementazione degli impianti elettrici, meccanici e speciali. "La sfida principale," sottolinea Massimiliano Corrado, responsabile del progetto, "è operare in un hotel aperto al pubblico, lavorando su piani diversificati per minimizzare il disagio per gli ospiti”.

Una ristrutturazione totale

Per affrontare questa sfida, Impredo ha messo in atto una serie di strategie operative, tra cui la creazione di compartimentazioni di aree d’intervento e la costruzione d’infrastrutture impiantistiche parallele. Quest’approccio permette agli operai di lavorare in modo efficiente, mentre l'albergo continua a operare senza interruzioni. "Il nostro obiettivo è rinnovare completamente le camere, integrando tecnologie moderne e design innovativo, senza che gli ospiti notino i lavori in corso, " aggiunge Massimiliano Corrado.

Il progetto si concentra anche sull'installazione di nuovi impianti, con la progressiva dismissione di quelli vecchi. Questa transizione è gestita con estrema cura per assicurare che non ci siano interruzioni nei servizi offerti dall'hotel.

L'Hotel Parco dei Principi è rinomato per il suo lusso discreto e per la sua posizione privilegiata vicino ai giardini di Villa Borghese. Con queste ristrutturazioni, l'hotel non solo rafforzerà il suo appeal presso i viaggiatori internazionali ma si confermerà anche come uno dei luoghi di soggiorno più prestigiosi di Roma.