Non solo residenze: Syre a Milano cambia il mondo dell'abitare

Due nuovi edifici con appartamenti rifiniti nei dettagli e un grande parco centrale, caleidoscopio di colori e profumi: Syre, il progetto in cui Impre.DO è impegnata a Milano, oggi è considerato tra i primi cinque interventi per grandezza e importanza in città. Un appalto da 75 milioni di euro in zona San Siro in pieno sviluppo residenziale.

Responsabile della commessa per Impre.DO è l’Architetto Andrea Vimercati che ha spiegato: Syre s’inserisce nel più ampio programma di rigenerazione urbana del quartiere San Siro che fonda la sua riconoscibilità nella presenza dello stadio Meazza, attorno al quale la destinazione residenziale è sempre più diffusa e di alto livello e grazie alla diffusione dei mezzi pubblici e della nuova linea metropolitana si considera ormai parte del centro di Milano”.

Sostenibilità di lusso

Il progetto prevede la realizzazione di un complesso in edilizia libera composto da una torre di 22 piani, che accoglierà 74 appartamenti, e un corpo basso di 7 piani, all’interno del quale saranno presenti 49 appartamenti, oltre all’edificio che si sviluppa su 7 e 10 piani che ospiterà 142 appartamenti in edilizia residenziale convenzionata.

Entrando nel dettaglio l’Architetto Vimercati illustra le innovazioni del metodo costruttivo: “Stiamo costruendo senza l’uso dei ponteggi con la tecnologia SCUDO, un sistema che attualmente viene impiegato soprattutto in edifici che si sviluppano oltre i 14 piani, che oltre a ridurre l’impatto visivo per l’assenza del ponteggio, è vantaggioso economicamente e permette di avanzare molto velocemente, arrivando a realizzare tre piani in un mese.

Le residenze in edilizia convenzionata rispettano la certificazione BREEAM dal punto di vista ecologico, della sostenibilità ambientale e dei materiali utilizzati: la muratura perimetrale è realizzata in blocchi in legno e cemento con l’utilizzo di legno riciclato che consentono di rispettare i parametri termici e acustici.

Anche il complesso in edilizia libera viene realizzato rispettando tutte le norme di sostenibilità ambientale.

Inoltre, tutte le finiture interne ed esterne sono di altissimo livello. Il cliente ha la possibilità di scegliere diversi tipi di allestimento, che arrivano a prevedere addirittura la scelta dell’arredamento e il posizionamento di una vasca idromassaggio sui balconi, offrendo così un vero prodotto “chiavi in mano - taylor made.”

 Leggi anche: Syre, il progetto residenziale firmato Impredo

Un parco d'autore

Cuore del progetto è il parco che si estende tutt’intorno. Il polmone verde della residenza è un’opera d’autore che porta la firma di Studio Marco Pivaracconta l’Architetto Andrea Vimercati – E’ un disegno attento ed elegante di percorsi pavimentati, tanto verde e scenografiche installazioni di luce. Il parco ospita oltre 100 tipi di arbusti tra tigli, querce e frassini. Inoltre, in fase di progettazione sono stati salvati tre platani secolari che sorgevano nella zona”.

Le residenze Syre saranno consegnate entro dicembre 2025.


Formazione dei mestieri edili e il ruolo di Mastri 4.0

Il settore edile in Italia si trova di fronte a una sfida cruciale: la necessità di una formazione qualificata per affrontare un mercato del lavoro in rapida evoluzione. Secondo il Cedefop, Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale, agenzia dell’UE che promuove e sviluppa la formazione professionale, entro il 2030 ci sarà un incremento di quattro milioni di posti di lavoro nel settore edile a livello europeo. Una situazione che richiede un supporto, un investimento formativo per colmare la mancanza di competenze in campo edile, anche in vista della transizione ecologica.

Per invertire questa tendenza è necessario un impegno congiunto tra settore industriale e politiche governative. Non solo esiste la necessità di un significativo incremento numerico della forza lavoro ma anche l'importanza di avere competenze specializzate in ambiti digitali ed ecologici. Sono prima di tutto le maestranze di base a mancare: figure come il muratore o il carpentiere, ma anche figure specializzate che sappiano muoversi in un cantiere, cantiere che va sempre più verso una digitalizzazione. Il settore si sta trasformando e per questo è necessaria una formazione specifica.

La scuola dei mestieri di Impredo

Una risposta a questa sfida la offre Mastri 4.0, la scuola dei mestieri edili promossa da Impredo. Un progetto innovativo, dedicato alla formazione delle persone, giovani e adulti, nell’edilizia. La scuola, grazie al supporto di numerosi partner tra aziende e centri formativi, e un gruppo di lavoro professionale, combina teoria e pratica ed offre tirocini formativi direttamente nei cantieri. L'obiettivo è fornire un percorso di formazione che integri competenze tradizionali e innovative, includendo l'apprendimento dei mestieri edili fondamentali ma anche di nuove figure che grazie alla transizione ecologica si affacciano in questo settore.

Iniziative come Mastri 4.0 rappresentano un passo fondamentale nella formazione professionale nel settore edile in Italia. Combinando l'apprendimento teorico con esperienze pratiche, queste iniziative preparano i professionisti del futuro ad affrontare le sfide e le opportunità di un mercato del lavoro in continua evoluzione.


Top-down, la tecnica salva tempo e spazio

Nel settore edile, l'innovazione e l'efficienza sono cruciali per il successo di un progetto. Una delle tecniche più rivoluzionarie ed efficienti che sta guadagnando sempre più popolarità è la tecnica Top-down. Questo metodo si differenzia radicalmente dal tradizionale approccio Bottom-up, in particolare per la costruzione di opere sotterranee o nei contesti urbani, quando lo spazio è ristretto.

Per capire bene come funziona e quali vantaggi porta questa tecnica, bisogna iniziare con una distinzione di base: la tecnica Top-down, letteralmente "dall'alto verso il basso", inverte l'approccio tradizionale alla costruzione sotterranea ovvero la Bottom - up. Invece di iniziare con gli scavi e poi costruire la struttura, il metodo Top-down inizia con la costruzione delle strutture principali in superficie e procede poi agli scavi sottostanti. Quest’approccio consente di rendere nuovamente agibile la parte in superficie in tempi molto più brevi rispetto ai metodi tradizionali.

Il cantiere di Tor Fiorenza

Lucido Fauceglia, Responsabile per la Produzione in Impredo, spiega che questa tecnica “è quasi obbligatoria se si lavora in spazi confinati e nei casi in cui non si ha la possibilità di lavorare a tergo delle murature di contenimento del terreno”. Com’è avvenuto nel cantiere di Tor Fiorenza, a Roma, in zona Salario. Qui Impredo sta realizzando un edificio residenziale con demolizione e ricostruzione che sorgerà proprio accanto ad altri edifici già abitati.

Il cantiere coincide con il lotto di costruzione - spiega Fauceglia - e non si ha nessuno spazio a disposizione. La tecnica del top to down consiste nello scavare dall’alto verso il basso. Il processo inizia con la realizzazione di diaframmi in calcestruzzo armato, che servono come pareti perimetrali dello scavo. Questi diaframmi sono utili a supportare il terreno circostante. Dopo la creazione dei diaframmi, si procede alla costruzione del solettone di copertura del primo piano interrato. Questo solaio agisce come un sistema di tenuta e permette di iniziare gli scavi sotto di esso in sicurezza”. Il getto progressivo dei solai consente di continuare la costruzione verso il basso, piano per piano, fino a raggiungere la profondità desiderata.

Una volta arrivati in fondo – conclude Fauceglia - nel caso di Tor Fiorenza a circa 12 metri al di sotto del piano stradale, si riparte con la struttura dalla fondazione e si ritorna verso l’alto completando i solai e le opere di confinamento della paratia che erano state in precedenza realizzate solo in maniera parziale”.

I vantaggi del Top-down

Oltre a ridurre notevolmente i tempi di realizzazione dell’opera, permettendo, con un’accorta progettazione di eseguire i lavori sia agli interrati che in elevazione fuori terra, questa tecnica innovativa, garantisce l’assenza di disturbi di tipo geotecnico per gli edifici limitrofi, poiché i solai realizzati all’inizio puntonano la paratia perimetrale impedendone la deformazione durante le fasi di scavo. Inoltre, si riduce la produzione di polveri e rumori, limitando i disagi nelle aree urbane.

La Top-down rappresenta una svolta significativa nel campo delle costruzioni sotterranee, offrendo soluzioni efficienti e innovative per superare le sfide urbane. Come nel caso del cantiere Impredo di Tor Fiorenza, i vantaggi in termini di velocità, sicurezza e impatto ambientale la rendono una scelta sempre più popolare per progetti di grande rilievo.


Modernità e storia s'incontrano a Palazzo Raggi

Costruire edifici moderni, energicamente sostenibili ma anche ristrutturare e restaurare facendo rivivere la bellezza di elementi architettonici antichi. Impredo riesce a distinguersi anche nelle opere di restauro. Un esempio è la ristrutturazione in corso a Palazzo Raggi, antico edificio che si trova nel cuore di Roma. Un progetto che dimostra la capacità dell’azienda di bilanciare innovazione e rispetto per il patrimonio storico.

Il valore della storia di Palazzo Raggi

Situato tra Via del Corso, Via della Vite, Via del Gambero e Via delle Convertite, Palazzo Raggi è un gioiello architettonico di Roma. Sottoposto a vincolo dei Beni Culturali, l'edificio combina due strutture storiche collegate da un cortile settecentesco e si sviluppa su sei livelli con 29 appartamenti di prestigio.

L'intervento di Impredo

Impredo ha assunto un ruolo centrale nel restauro di Palazzo Raggi, dimostrando la sua versatilità nel trattare con cura opere di grande valore storico. Attività cruciali come il consolidamento strutturale, gli intonaci interni e le murature sono stati gestiti direttamente da Impredo, garantendo un risultato finale di alta qualità. Il restauro ha coinvolto vari aspetti dell'edificio, in particolare quello che si affaccia su Via del Corso. Sono stati restaurati con estrema precisione, soffitti in legno a cassettoni e intonaci decorati, preservandone l'integrità storica e artistica. Gli infissi originali sono stati restaurati e sostituiti con nuovi che rispecchiano lo stile preesistente, mantenendo la coerenza architettonica della facciata. Anche la scala monumentale e gli imbotti in pietra hanno ricevuto un trattamento accurato, sotto la supervisione di esperti restauratori.

Efficienza energetica e acustica

Impredo ha migliorato significativamente l'efficienza energetica di Palazzo Raggi, mantenendo inalterata la storicità delle mura. L'installazione d’infissi termicamente efficienti, un sistema di riscaldamento a pavimento radiante e la modernizzazione degli impianti di raffreddamento e riscaldamento testimoniano l'impegno verso la sostenibilità ambientale. Un professionista acustico ha contribuito a ottimizzare l'isolamento delle mura, garantendo così un ambiente tranquillo e riservato all'interno degli appartamenti.

L'ascensore panoramico

Palazzo Raggi, essendo un edificio storico non aveva impianti elevatori al suo interno. Uno degli aspetti più affascinanti del progetto è stata proprio l'installazione di un ascensore panoramico in vetro nella parte vincolata del palazzo. Questa soluzione moderna, frutto di un accurato studio di equilibrio tra estetica e funzionalità, s’integra perfettamente nell'ambiente storico e dimostra la capacità di Impredo di innovare nel rispetto della tradizione.

Un lavoro accurato e di grande precisione

Daniele D'Orazio, Founder e Amministratore Unico di Impredo, ha sottolineato l'importanza di un lavoro svolto con "la massima attenzione e rispetto per un edificio parte integrante del patrimonio storico della Capitale. Un lavoro – ha concluso D’Orazio – che riflette in pieno la filosofia di Impredo, quel ‘costruiamo con cura’ che è motto dell’azienda”.


Dieci anni di Impredo: tra crescita, innovazione e futuro

Il 12 febbraio del 2024 Impredo celebra un traguardo significativo: il suo decimo anniversario. Fondata nel 2014 da Daniele D’Orazio a soli trent'anni e con un passato nel settore edile, Impredo si è rapidamente affermata come una delle aziende leader nel panorama dell'edilizia italiana. Con l'obiettivo iniziale di realizzare operazioni immobiliari di alto livello e offrire un contributo di qualità, Impredo ha superato le aspettative, crescendo costantemente in ogni ambito.

Una crescita costante

Negli ultimi dieci anni Impredo ha visto un'evoluzione notevole. Il valore della sua produzione è salito da 22 a 47 milioni di euro nel 2022, ed ha chiuso il 2023 con un fatturato di circa 73 milioni. Questa crescita è stata riconosciuta anche a livello nazionale, con l'ingresso, per il terzo anno consecutivo, nella classifica “Campioni della Crescita 2024”, un riconoscimento per le 800 aziende italiane più dinamiche e virtuose.

Anche la forza lavorativa di Impredo ha vissuto una crescita importante passando da poche decine ad oltre 250 collaboratori. Questo team di professionisti qualificati e costantemente aggiornati incarna la mission di Impredo, in altre parole quel "Costruiamo con cura" che si riflette nella qualità delle costruzioni e nella fiducia dei committenti.

Impredo è cresciuta anche affiancando la comunità con progetti di responsabilità sociale. Dal 2021 è una società Benefit ovvero si impegna attivamente nello sviluppo del benessere comune e nella considerazione dell'impatto ambientale e sociale delle proprie attività. Un esempio tangibile di questo impegno è la donazione del Centro Polifunzionale ad Amatrice, dedicato alla memoria di Pio Cretaro, il “bambino più buono d’Italia” prematuramente scomparso nel 2013. E poi Mastri 4.0, la prima scuola dei mestieri edili che crea un ponte tra istruzione e lavoro. Un progetto pioneristico oggi da portare come modello per investire nella formazione e nella crescita professionale. In soli tre anni la scuola si è evoluta e oggi si focalizza sul fornire opportunità di formazione e lavoro a persone in difficoltà, sia italiani che stranieri.

I festeggiamenti dei dieci anni di Impredo

Per celebrare il suo decimo anniversario, Impredo organizzerà, per tutto il 2024, una serie di tavole rotonde sull'edilizia, trattando temi come il costo delle materie prime e l'evoluzione delle costruzioni in Italia, ma anche temi legati alla sostenibilità ambientale e al futuro in chiave “green”. In programma una serie di incontri con professionisti del settore con l’obiettivo di promuovere discussioni e riflessioni che possano guidare ulteriori progressi.

Impredo, nel suo decimo anno, intende celebrare i successi che ha ottenuto e si proietta verso un futuro promettente, continuando a crescere, migliorare, fare bene e soprattutto restituire, in linea con la sua visione e i suoi valori fondamentali.


Le parole dei nostri dieci anni

di Daniele D’Orazio - Founder e Amministratore Unico di Impredo

 

Crescere. Migliorare. Far bene. Restituire.

È attraverso queste parole - nate come pensiero e aspirazione, e poi divenute visione, azioni, impegno quotidiano, ricerca di soluzioni, determinazione nel superamento delle difficoltà e spirito di iniziativa - che mi piace interpretare l’evoluzione di Impredo dalla sua fondazione fino ad oggi.

Nel 2024 Impredo compie dieci anni. Un traguardo importante per un’azienda che ha visto la luce grazie a un’espressione di volontà di un ragazzo di trent’anni che aveva un sogno, ma soprattutto un passato di lavoro in cantiere: creare una realtà imprenditoriale nel settore dell’edilizia che potesse lavorare in maniera integrata a grandi operazioni immobiliari, offrendo un decisivo contributo di qualità nella loro realizzazione, e che avesse la forza di scegliere con chi e su quali progetti lavorare.

Oggi posso dire senza timore di smentita che ci siamo riusciti. Impredo è fra le aziende di costruzione più conosciute e apprezzate nel panorama italiano. Un successo costruito, è proprio il caso di dire, sulla qualità dei nostri progetti, sulla fiducia instillata nei nostri committenti.

A testimoniarlo c’è il fatto che per il terzo anno consecutivo Impredo è entrata nella classifica “Campioni della Crescita 2024”, che premia le 800 aziende italiane più dinamiche. Nel 2022 il nostro valore della produzione è passato da 22 a 47 milioni di euro. E il 2023 si è chiuso con un fatturato di circa 73 milioni

In dieci anni la famiglia Impredo è cresciuta costantemente. Dalle poche decine di collaboratori con i quali è iniziata questa splendida avventura imprenditoriale, oggi la nostra azienda conta più di 250 collaboratori. Professionisti capaci, preparatissimi e sempre aggiornati, in grado di mettere in pratica ogni giorno la mission che Impredo ha scelto per sé, quel “Costruiamo con cura” che ci guida e ci rende orgogliosi e che fa della nostra azienda un esempio nel settore edile.

Crescere, dunque. Crescere in modo sostenibile, tenendo in gran conto il benessere delle persone, la qualità dei servizi che offriamo e la cura, appunto, dei dettagli, che fanno sempre la differenza.

Una crescita resa possibile, anno dopo anno, soltanto attraverso il miglioramento: l’introduzione di nuove procedure, l’utilizzo di nuovi materiali, l’offerta di una consulenza di alto livello sia prima che durante la realizzazione dell’opera, la capacità di risolvere le criticità che sorgono in cantiere senza impattare su tempi e costi. Questo ha significato e significa per noi migliorare e migliorarsi. Un atteggiamento che non può prescindere dal far bene: ogni giorno, un mattone alla volta, un cantiere dopo l’altro, con la stessa passione dei primi giorni, con la stessa voglia di creare prodotti immobiliari che migliorino la qualità della vita di chi li abiterà.

Infine restituire. Impredo è dal 2021 società Benefit. Una scelta che abbiamo fatto per formalizzare l'impegno dell'azienda a promuovere il benessere comune e a integrare modelli di business che tengano conto dell'impatto ambientale e sociale delle proprie attività. Restituire alla società una parte del successo dell’azienda. È quello che abbiamo fatto, lo scorso giugno nel corso di una cerimonia pubblica, con la donazione alla città di Amatrice del Centro Polifunzionale dedicato alla memoria di Pio Cretaro, il bambino più buono d’Italia, scomparso prematuramente nel 2013. Un edificio che Impredo ha realizzato in tempi rapidissimi e che è stato affidato al Gruppo degli Alpini di Amatrice per gestire le emergenze sul territorio.

Restituire è anche il significato più profondo del nostro progetto Mastri 4.0, una Scuola dei Mestieri che si propone come luogo di interconnessione tra istruzione, formazione professionale e realtà imprenditoriale, il cui scopo è creare un ponte fra i giovani alla ricerca di una carriera nel settore edilizio e aziende come la tua che hanno bisogno di personale formato e preparato. Al centro di Mastri 4.0 c'è un percorso formativo robusto e tangibile, che fonde conoscenze teoriche con esperienze sul campo. Restituire in questo caso significa offrire a giovani e persone in difficoltà un’opportunità di formazione che si trasforma, nella quasi totalità dei casi, in lavoro stabile e quindi in progettualità, miglioramento delle proprie condizioni di vita, crescita, possibilità di fare bene.

E proprio sui mastri e sul lavoro in cantiere abbiamo deciso di costruire un programma di iniziative per celebrare il nostro decennale che sveleremo durante tutto il 2024. Ci è sembrato una buona idea approfittare di un compleanno così importante per creare occasioni di riflessione e approfondimento sui temi dell’edilizia con il fondamentale supporto di partner, fornitori e clienti.

L’anno è appena iniziato. Restate con noi.


Edilizia scolastica: l'esempio di Impredo

In Italia, la costruzione di edifici scolastici è disciplinata da una serie di normative che ne mostrano le caratteristiche e i requisiti costruttivi specifici.

Tra gli aspetti chiave ci sono i requisiti di sicurezza tecnica, come l’accessibilità per persone con difficoltà motorie e ipovedenti, servizi igienici accessibili per disabili, conformità alla normativa antisismica ma anche la sicurezza dai rischi elettrici. Non manca il rispetto dei requisiti ambientali minimi, i CAM, con l'obiettivo di individuare le soluzioni progettuali migliori sotto il profilo ambientale.

Impredo è stata recentemente coinvolta nella riqualificazione di due strutture adibite a edifici scolastici per la prima infanzia. Due progetti diversi, uno finito l’altro in costruzione nella città di Roma.

Via Giustiniana

Un complesso edilizio abbandonato da anni appartenuto a un ordine religioso che ospitava sia una scuola sia un convitto. “La ristrutturazione è stata totale – ha dichiarato Daniele D’Orazio – Amministratore Unico di Impredo, - ed ha riguardato soprattutto la creazione di nuovi ingressi e il rifacimento di tutti gli infissi. L’obiettivo, che abbiamo raggiunto, era portare la struttura a essere energicamente efficiente, sostenibile e sicura per l’accesso agli studenti”.

Il progetto ha interessato tre strutture: un edificio principale di cinque piani e due edifici minori. Inoltre, è stato sistemato il parco di 40.000 mq con impianti sportivi. I lavori, iniziati nel Febbraio del 2023, sono stati completati in agosto, in tempo per l’inizio dell’anno scolastico.

La ristrutturazione principale ha riguardato il primo edificio, dove l’ingresso monumentale è stato allargato e modificato per accogliere gli studenti delle scuole medie e dei laboratori. Inoltre, sono stati creati differenti ingressi per ogni livello di scuola e sono state ampliate le aule internamente con una demolizione leggera. Per migliorare l'isolamento acustico, sono state utilizzate murature in cartongesso, adeguatamente placcate per aumentare il livello d’insonorizzazione tra i diversi ambienti. Sono stati sostituiti 400 infissi esterni e 200 interni. Questo rinnovamento ha incluso la modifica di alcune finestre in porte-finestre, per garantire una superficie aero-illuminante adeguata in tutti gli ambienti didattici. Gli infissi interni sono stati realizzati in vetro, con l'obiettivo di garantire la visibilità dei bambini e di assicurare prestazioni tecniche e acustiche ottimali.

Impredo ha compiuto anche interventi sull’area esterna, in particolare, sulla palestra esistente non adeguata al numero di alunni previsti. È stata dunque progettata una copertura per un'area esterna per permettere attività fisiche al coperto dotata di una rete perimetrale alta 2 m e realizzata in struttura metallica modulare.

Qui la scheda del progetto: https://archive.impredo.it/operazione/via-giustiniana/

Via Bravetta

Anche in questo caso si tratta di una rigenerazione urbana. I lavori sono iniziati nel luglio del 2022 per la realizzazione di un polo per l’infanzia composto da asilo nido e scuola materna. Sarà riqualificato anche il verde pubblico con la sistemazione totale della piazza Belvedere e l'accesso alla Riserva Naturale della Valle dei Casali, oltre ad interventi di natura paesaggistica e funzionale sulla pineta esistente, sui percorsi e sulle aree di accesso alla Riserva.

Il legno è il vero protagonista di questa costruzione. Con pilastri e una copertura lignea, l’immobile avrà una vocazione totalmente naturale.

Gli spazi interni saranno caratterizzati dalla massima ottimizzazione dello sfruttamento della luce del giorno, attraverso ampie vetrate e lucernari per ottenere una luce diffusa dall’alto negli spazi per le attività comuni. Inoltre, l'illuminazione naturale è garantita dalle grandi vetrate delle aule a tutta altezza. Un grande progetto di riqualificazione è previsto per Piazza Belvedere l’area antistante, l’edificio: avrà un accesso alla Riserva e saranno realizzati percorsi di accesso al parco e il recupero della rete degli antichi tracciati di collegamento ai casali storici. Il concept di progetto deriva dallo studio delle geometrie architettoniche del complesso Buon Pastore, e in particolare dalla cupola di Brasini, le cui proporzioni sono riproposte nel disegno della pavimentazione. Non mancheranno aree attrezzate per il gioco e una rete di percorsi ciclopedonali che collegheranno il quartiere alla Riserva.

Due scuole, due progetti di riqualificazione urbana totali, due costruzioni che hanno visto Impredo impegnata nel realizzare edifici sicuri, sostenibili e pensati in ogni dettaglio per una migliore qualità di vita dei bambini.


Edilizia green, in Italia altri 250mila posti di lavoro

L'edilizia sostenibile non è soltanto una scelta etica verso l'ambiente, ma rappresenta anche una notevole opportunità occupazionale. Secondo uno studio realizzato da Schneider Electric e Boston University, l'Europa e gli Stati Uniti insieme avranno bisogno di oltre due milioni di lavoratori nel settore dell'edilizia green entro il 2050, per rispondere alla crescente domanda di edifici a basso impatto ambientale. L'Italia, parte integrante di questa rivoluzione può aspettarsi più di 250.000 nuovi posti di lavoro.

Una rivoluzione edile

Il percorso verso la decarbonizzazione è un viaggio che può apportare benefici considerevoli, non solo per l'ambiente ma anche in termini socio-economici. La transizione verso edifici con zero emissioni permette infatti una crescita occupazionale notevole. La ricerca ha previsto un orizzonte temporale lungimirante, mirando al 2050 per permettere la completa ristrutturazione degli edifici esistenti in chiave sostenibile. Vincent Petit, a capo del Sustainability Research Institute di Schneider Electric, ha dichiarato che oltre alla fattibilità tecnica, è importante prendere coscienza dei vantaggi socioeconomici che questo tipo di transizione può generare, in primis i posti di lavoro. Ma la sfida della sostenibilità ambientale nel settore edilizio non riguarda esclusivamente l'Italia. Paesi come Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Olanda mostrano numeri significativi di nuovi posti di lavoro previsti, mentre negli Stati Uniti le proiezioni sono ancora più ottimistiche, con oltre 640.000 posti di lavoro attesi.

La riscoperta dell'artigianato

Il provvedimento "Casa green" dell'Unione Europea si inserisce in questo contesto, mirando a rendere gli edifici residenziali energeticamente efficienti e a emissioni zero entro il 2050. L'efficientamento energetico passa inevitabilmente attraverso l'adozione di nuove tecnologie e materiali, richiedendo nuove competenze professionali. Il BIM (Building Information Modeling) è solo un esempio del bisogno d’innovazione nel settore. Ciononostante, la mancanza di personale qualificato rimane un problema significativo, con una percentuale alta di posizioni tecniche specializzate difficili da colmare.

Rigenerazione Urbana e Nuove Costruzioni

La transizione green nel settore delle costruzioni non si limita alla sola edilizia residenziale. La rigenerazione urbana, la realizzazione di nuovi edifici pubblici e privati secondo i criteri di sostenibilità, la creazione di infrastrutture verdi e l'implementazione di nuovi standard di costruzione sono altrettanto fondamentali.


Sicurezza del futuro: droni e robot al servizio degli operai

Il cantiere edile del futuro si prefigura come un ambiente in cui la sicurezza dei lavoratori sarà significativamente rafforzata attraverso l'impiego di tecnologie all'avanguardia quali droni, robot e, soprattutto, l'Intelligenza Artificiale (AI).

Il settore edile può considerarsi fulcro dell'economia globale e si sta avviando ad una vera e propria rivoluzione in nome della sostenibilità ambientale. Costi, tempi e sicurezza sono al centro di ogni progetto realizzativo. Ecco perché la scienza e la tecnologia stanno giocando un ruolo chiave per migliorare tutti questi fattori.

Le potenzialità dell'AI nella sicurezza di cantiere

L'Intelligenza Artificiale offre strumenti rivoluzionari per anticipare, gestire e neutralizzare i pericoli in cantiere. La sua capacità di apprendere continuamente da un flusso ininterrotto di dati rende possibile l'automazione di attività pericolose e la prevenzione di incidenti. Il monitoraggio in tempo reale fornito da dispositivi indossabili intelligenti e la sorveglianza effettuata da droni e telecamere equipaggiate con algoritmi avanzati, consentono di identificare comportamenti rischiosi o situazioni pericolose prima che si trasformino in infortuni.

I sensori avanzati, combinati con l'AI, possono valutare la salute e il benessere dei lavoratori, monitorando parametri vitali o identificando segni di fatica. Ciò può condurre a interventi tempestivi, riducendo il rischio d’incidenti causati da distrazione o stanchezza.

Integrazione di BIM e AI

L'integrazione di modelli BIM (Building Information Modeling) con algoritmi di Intelligenza Artificiale permette di creare scenari progettuali accurati, facilitando la rilevazione anticipata di rischi per la sicurezza e l'implementazione di azioni preventive. Fondamentale sta diventando anche l’uso dei droni che possono sorvolare i cantieri edili, offrendo una visione aerea che umani e telecamere fisse non potrebbero mai fornire. Questi possono monitorare l'avanzamento dei lavori, rilevare anomalie strutturali e condurre ispezioni in aree ad alto rischio senza esporre i lavoratori al pericolo.

Il ruolo dei robot

Come nelle fabbriche, i robot dotati di AI possono eseguire compiti ripetitivi o pericolosi, come la movimentazione di materiali pesanti o l'operazione in condizioni estreme, con maggiore precisione e minor rischio di errore umano. La robotica mobile può anche fungere da supporto per le squadre di lavoro, trasportando attrezzature o effettuando controlli strutturali in spazi ristretti.

Utili ma non umani

L'avanzamento dell'AI e l'integrazione di droni e robot nei cantieri promettono di elevare notevolmente gli standard di sicurezza nel settore edile. Se gestiti correttamente, questi strumenti possono ridurre in modo significativo gli infortuni e migliorare le condizioni di lavoro. Tuttavia, nonostante i benefici evidenti questi strumenti non potranno mai sostituire l’occhio e la percezione umana che rimane fondamentale in ogni fase del progetto. Per realizzare appieno il loro potenziale, infatti, è essenziale un impegno congiunto tra costruttori, ingegneri, lavoratori e regolatori nel promuovere pratiche di lavoro sicure e nell'adattarsi alle nuove tecnologie.


L’Approfondimento: I materiali del futuro

L’industria dell’edilizia sta vivendo una fase di trasformazione grazie all’emergere di materiali innovativi che promettono di rinnovare il modo in cui costruiamo. Si tratta di una svolta che non solo punta a realizzare strutture sempre più resistenti e leggere, ma anche a inserire nel cuore delle nuove costruzioni la sostenibilità ambientale.

I materiali del futuro

Moltissimi sono i materiali che si stanno facendo largo in campo edile e nuovi sono in fase di sperimentazione. Chi costruisce come fa Impredo, in un’ottica sempre più rivolta alla sostenibilità degli edifici, non può fare a meno di tenersi aggiornato in un mondo in continua evoluzione.

Bioedilizia e nanotecnologie sono al centro dell’interesse edile mondiale. Tra i tanti materiali in circolazione, uno che sta iniziando a farsi strada è il Biochar, derivato dai rifiuti agricoli e forestali. È una scelta che oltre a valorizzare ciò che altrimenti sarebbe scartato, contribuisce anche alla riduzione dell'impronta di carbonio. Le sue applicazioni sono già visibili nell'architettura contemporanea, come dimostra la concessionaria Audi a Monaco di Baviera, che ha saputo incorporare questo materiale con grande valore estetico e funzionale.

Nel frattempo, il cemento si è evoluto: è nato il "cemento di carbonio", una variante arricchita da fibre di carbonio che ne aumentano la resistenza e diminuiscono il peso.

La 2DPA-1, è invece una plastica che si caratterizza per essere incredibilmente forte e leggera. La versatilità e la potenziale riciclabilità la rendono un candidato ideale per rinforzi strutturali in edifici futuristici. Anche i funghi fanno parte dei nuovi materiali utilizzati in campo edile. Troviamo applicazione del micelio, la parte vegetativa dei funghi, nel campo della stampa 3D per la realizzazione di componenti architettonici. Questa ricerca spalanca le porte a un'edilizia che si fonda su basi organiche e completamente rinnovabili.

Un aiuto dalla natura

Un altro materiale che s’inserisce in questo contesto è la canapa, già fortemente utilizzata come isolante, ma che si propone anche come un rinforzo naturale per il cemento. Essa rappresenta un'alternativa ecologica all'uso dell'acciaio grazie alla sua capacità di sequestrare il carbonio, mostrando il potenziale per una costruzione più verde e duratura. Ma il cemento potrebbe avere vita molto breve. Una tecnologia chiamata Carbicrete mira a sostituire il tradizionale cemento con scarti siderurgici, e nel processo cattura anidride carbonica, dando vita a prodotti con un impatto ambientale estremamente positivo. Esiste anche il K-Briq il quale dimostra che i mattoni possono essere prodotti con materiali riciclati e senza necessità di cottura, offrendo un'alternativa più ecocompatibile rispetto ai tradizionali metodi di produzione. C’è anche il "Green Charcoal", un bio-mattone creato con materiali come terra e fibre di luffa, che non solo costruisce muri ma supporta anche la vita animale e vegetale nelle città.

Non solo funghi: gli scarti alimentari trovano un ruolo nell'edilizia attraverso innovazioni come il Chip[s] Board, derivato dalle bucce di patate. In un articolo pubblicato di recente sulla rivista Open Engineering, invece, il team di ricerca dell’Università di Manchester ha creato lo StarCrete, che è fatto di polvere extraterrestre, fecola di patate e un pizzico di sale e potrebbe essere usato per costruire case su Marte. Così nasce un materiale che è due volte più forte del calcestruzzo con una resistenza alla compressione di 72 Megapascal (MPa) che è oltre il doppio della forza dei 32 MPa del calcestruzzo normale.

Obiettivo sostenibilità

Con gli obiettivi di neutralità energetica fissati per il 2050 dall'Unione Europea, questi materiali si rivelano essere alleati indispensabili per ridurre i consumi energetici e per costruire le fondamenta di un futuro sempre più verde e innovativo.