Il settore edile sta vivendo un paradosso ben sottolineato dai recenti dati che l'Istat, l'istituto nazionale di statistica, ha pubblicato. Da una parte il mondo delle costruzioni sta evidenziando una ripresa robusta, accelerata dal volano del superbonus fino ad un +14,3% rispetto al periodo pre-pandemico, ma l'altro lato della medaglia rileva una preoccupante impennata dei costi energetici e delle materie prime. A questo va aggiunta una crescente difficoltà di approvvigionamento dei materiali che rischia di generare una crisi molto dura. In queste settimane è infatti emersa una scarsità di componenti in plastica, ma anche per la posa di cemento e dei sistemi di isolamento; in particolare la crisi ucraina ha creato problematiche legate al reperimento di ferroleghe, fondamentali per la produzione di acciaio per cemento armato, tanto che alcuni produttori italiani di tondini hanno ipotizzato una sospensione della produzione in attesa di un cambiamento o di un intervento.

Materie prime alle stelle

La conseguenza sul piano pratico è stato un aumento dei prezzi finali. Ad esempio i pannelli in lana roccia, che fino ad un anno fa venivano venduti tra gli 85 e 90 euro al metro cubo, oggi superano i 270 euro, mentre il bitume è balzato da 350 a 700 euro a tonnellata. Tutto questo comporta il significativo rischio di bloccare diversi lavori già appaltati o contrattualizzati, proprio per la mancanza di materiali e l'impossibilità di contenere i costi entro quanto previsto dai capitolati. Si sta giocando una partita molto delicata, dove al centro ci sono anche i progetti finanziati nell'ambito del PNRR. Ance, l'Associazione Nazionale dei costruttori edili, chiede interventi urgenti e strategie, soprattutto per salvaguardare la filiera edile, oggi chiamata ad uno forzo notevole di fronte all'emergenza e al concreto rischio che "nessuna impresa, grande, media o piccola, possa reggere un impatto così rapido e devastante: la situazione è ormai fuori controllo".

A rischio un settore cresciuto del 25% rispetto al 2019

Del resto ad essere coinvolta è l'intera filiera produttiva, schiacciata inoltre dall'impennata del gasolio per tutte le macchine operatrici, tanto da portare conseguenze potenzialmente disastrose sia per il comparto sia per i committenti. Uno dei primi stop sarà alle imprese impegnate nei cantieri del "Superbonus 110" e del "Bonus facciate". La tempesta perfetta di alti prezzi e scarsità richiede un intervento che eviti a questo comparto il passaggio ad uno stato di sofferenza. Va sottolineato come l'edilizia abbia trainato il Pil nel 2021, con un 25% di crescita rispetto al periodo pre-pandemia e che oggi potenzialmente potrebbe contribuire alla crescita del paese anche nell'anno.