Il Pnrr offre alle aziende italiane un’opportunità di rilancio e trasformazione per tutto il Paese nell’arco di dieci anni (2022-2032). Fondamentali in quest’ottica saranno soprattutto i prossimi 5-6 anni con la possibilità di spingere verso lo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica e digitale. Si tratta di un investimento di oltre 200 miliardi, di cui la metà spettano al settore edile. A dirlo è Federico Ghella, vicepresidente di Ance che è intervenuto in un evento organizzato all’Expo di Dubai nel padiglione Italia. Mentre nel settore delle infrastrutture saranno realizzati nei prossimi 5 anni investimenti per oltre 40 miliardi, una sfida e un ruolo importanti per questo comparto.

Dati in crescita

Prima di tutto è bene partire da un dato certo per capire l’importanza del settore edile nel Pil italiano: un terzo della crescita nel 2021 deriva dal mondo delle costruzioni (dati dell’Osservatorio Ance), un +6,5% rispetto all’anno precedente che ha portato il nostro Paese tra i primi nella Ue per sviluppo. Uno sviluppo spinto da Pnrr e Superbonus. Secondo gli indici Istat, la produzione delle costruzioni ha toccato un +24,3% nel 2021, con i livelli occupazionali saliti a +11,8% e un +26,7% di ore lavorative.

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Pnrr, transizione ecologica e digitale

Quello che viene apprezzato del Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sono incentivi e bonus per l’efficientamento energetico, messa in sicurezza del patrimonio edilizio e misure sulla sostenibilità, che portano a investire in impianti e macchinari di nuova generazione e a basso consumo energetico. Le aziende puntano su innovazione e digitalizzazione, oltre che su sicurezza informatica e connettività 5G perché 9 su 10 ne comprendono il potenziale e l’assoluta necessità per crescere.

Andamento settore edile

Tutto il comparto edile vive un momento piuttosto florido (prospettiva di chiudere il 2022 in rialzo, ci credono 9 aziende su 10), una situazione che secondo le stime dovrebbe mantenersi in positivo anche nei prossimi 5-10 anni. A sostenerlo sono i dati raccolti dall’Osservatorio Saie in vista della “Fiera delle Costruzioni. Progettazone, edilizia, impianti” che si terrà a Bologna dal 19 al 22 ottobre. Per l’Osservatorio Saie l’88% delle aziende si ritiene soddisfatta dell’ammontare degli ordini, e oltre il 60% prevede nuove assunzioni nei prossimi mesi, e soprattutto la crisi più difficile - quella del 2020 - sembra ormai definitivamente alle spalle. Inoltre, il 28% delle aziende edili ha dichiarato di aver aumentato lo stipendio dei propri dipendenti nel 2021.

Problematiche da risolvere

Le prospettive dei prossimi anni sono, quindi, molto rosee ma questo non vuol dire che non ci sono problemi da risolvere nel mondo delle costruzioni. Tra le preoccupazioni maggiori ci sono burocrazia e tempi giudiziari lunghi, la paura dell’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia, la normativa spesso incerta che rallenta i procedimenti. Per superare queste problematiche servirebbe una maggiore trasparenza e più incentivi fiscali, ma già il Superbonus 110%, la cessione del credito e gli sconto in fattura sono stati aiuti apprezzati.

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