L’Approfondimento: I materiali del futuro

L’industria dell’edilizia sta vivendo una fase di trasformazione grazie all’emergere di materiali innovativi che promettono di rinnovare il modo in cui costruiamo. Si tratta di una svolta che non solo punta a realizzare strutture sempre più resistenti e leggere, ma anche a inserire nel cuore delle nuove costruzioni la sostenibilità ambientale.

I materiali del futuro

Moltissimi sono i materiali che si stanno facendo largo in campo edile e nuovi sono in fase di sperimentazione. Chi costruisce come fa Impredo, in un’ottica sempre più rivolta alla sostenibilità degli edifici, non può fare a meno di tenersi aggiornato in un mondo in continua evoluzione.

Bioedilizia e nanotecnologie sono al centro dell’interesse edile mondiale. Tra i tanti materiali in circolazione, uno che sta iniziando a farsi strada è il Biochar, derivato dai rifiuti agricoli e forestali. È una scelta che oltre a valorizzare ciò che altrimenti sarebbe scartato, contribuisce anche alla riduzione dell’impronta di carbonio. Le sue applicazioni sono già visibili nell’architettura contemporanea, come dimostra la concessionaria Audi a Monaco di Baviera, che ha saputo incorporare questo materiale con grande valore estetico e funzionale.

Nel frattempo, il cemento si è evoluto: è nato il “cemento di carbonio”, una variante arricchita da fibre di carbonio che ne aumentano la resistenza e diminuiscono il peso.

La 2DPA-1, è invece una plastica che si caratterizza per essere incredibilmente forte e leggera. La versatilità e la potenziale riciclabilità la rendono un candidato ideale per rinforzi strutturali in edifici futuristici. Anche i funghi fanno parte dei nuovi materiali utilizzati in campo edile. Troviamo applicazione del micelio, la parte vegetativa dei funghi, nel campo della stampa 3D per la realizzazione di componenti architettonici. Questa ricerca spalanca le porte a un’edilizia che si fonda su basi organiche e completamente rinnovabili.

Un aiuto dalla natura

Un altro materiale che s’inserisce in questo contesto è la canapa, già fortemente utilizzata come isolante, ma che si propone anche come un rinforzo naturale per il cemento. Essa rappresenta un’alternativa ecologica all’uso dell’acciaio grazie alla sua capacità di sequestrare il carbonio, mostrando il potenziale per una costruzione più verde e duratura. Ma il cemento potrebbe avere vita molto breve. Una tecnologia chiamata Carbicrete mira a sostituire il tradizionale cemento con scarti siderurgici, e nel processo cattura anidride carbonica, dando vita a prodotti con un impatto ambientale estremamente positivo. Esiste anche il K-Briq il quale dimostra che i mattoni possono essere prodotti con materiali riciclati e senza necessità di cottura, offrendo un’alternativa più ecocompatibile rispetto ai tradizionali metodi di produzione. C’è anche il “Green Charcoal”, un bio-mattone creato con materiali come terra e fibre di luffa, che non solo costruisce muri ma supporta anche la vita animale e vegetale nelle città.

Non solo funghi: gli scarti alimentari trovano un ruolo nell’edilizia attraverso innovazioni come il Chip[s] Board, derivato dalle bucce di patate. In un articolo pubblicato di recente sulla rivista Open Engineering, invece, il team di ricerca dell’Università di Manchester ha creato lo StarCrete, che è fatto di polvere extraterrestre, fecola di patate e un pizzico di sale e potrebbe essere usato per costruire case su Marte. Così nasce un materiale che è due volte più forte del calcestruzzo con una resistenza alla compressione di 72 Megapascal (MPa) che è oltre il doppio della forza dei 32 MPa del calcestruzzo normale.

Obiettivo sostenibilità

Con gli obiettivi di neutralità energetica fissati per il 2050 dall’Unione Europea, questi materiali si rivelano essere alleati indispensabili per ridurre i consumi energetici e per costruire le fondamenta di un futuro sempre più verde e innovativo.