Nel settore edile, l'innovazione e l'efficienza sono cruciali per il successo di un progetto. Una delle tecniche più rivoluzionarie ed efficienti che sta guadagnando sempre più popolarità è la tecnica Top-down. Questo metodo si differenzia radicalmente dal tradizionale approccio Bottom-up, in particolare per la costruzione di opere sotterranee o nei contesti urbani, quando lo spazio è ristretto. Per capire bene come funziona e quali vantaggi porta questa tecnica, bisogna iniziare con una distinzione di base: la tecnica Top-down, letteralmente "dall'alto verso il basso", inverte l'approccio tradizionale alla costruzione sotterranea ovvero la Bottom - up. Invece di iniziare con gli scavi e poi costruire la struttura, il metodo Top-down inizia con la costruzione delle strutture principali in superficie e procede poi agli scavi sottostanti. Quest’approccio consente di rendere nuovamente agibile la parte in superficie in tempi molto più brevi rispetto ai metodi tradizionali.

Il cantiere di Tor Fiorenza

Lucido Fauceglia, Responsabile per la Produzione in Impredo, spiega che questa tecnica “è quasi obbligatoria se si lavora in spazi confinati e nei casi in cui non si ha la possibilità di lavorare a tergo delle murature di contenimento del terreno”. Com’è avvenuto nel cantiere di Tor Fiorenza, a Roma, in zona Salario. Qui Impredo sta realizzando un edificio residenziale con demolizione e ricostruzione che sorgerà proprio accanto ad altri edifici già abitati. “Il cantiere coincide con il lotto di costruzione - spiega Fauceglia - e non si ha nessuno spazio a disposizione. La tecnica del top to down consiste nello scavare dall’alto verso il basso. Il processo inizia con la realizzazione di diaframmi in calcestruzzo armato, che servono come pareti perimetrali dello scavo. Questi diaframmi sono utili a supportare il terreno circostante. Dopo la creazione dei diaframmi, si procede alla costruzione del solettone di copertura del primo piano interrato. Questo solaio agisce come un sistema di tenuta e permette di iniziare gli scavi sotto di esso in sicurezza”. Il getto progressivo dei solai consente di continuare la costruzione verso il basso, piano per piano, fino a raggiungere la profondità desiderata. “Una volta arrivati in fondo – conclude Fauceglia - nel caso di Tor Fiorenza a circa 12 metri al di sotto del piano stradale, si riparte con la struttura dalla fondazione e si ritorna verso l’alto completando i solai e le opere di confinamento della paratia che erano state in precedenza realizzate solo in maniera parziale”.

I vantaggi del Top-down

Oltre a ridurre notevolmente i tempi di realizzazione dell’opera, permettendo, con un’accorta progettazione di eseguire i lavori sia agli interrati che in elevazione fuori terra, questa tecnica innovativa, garantisce l’assenza di disturbi di tipo geotecnico per gli edifici limitrofi, poiché i solai realizzati all’inizio puntonano la paratia perimetrale impedendone la deformazione durante le fasi di scavo. Inoltre, si riduce la produzione di polveri e rumori, limitando i disagi nelle aree urbane. La Top-down rappresenta una svolta significativa nel campo delle costruzioni sotterranee, offrendo soluzioni efficienti e innovative per superare le sfide urbane. Come nel caso del cantiere Impredo di Tor Fiorenza, i vantaggi in termini di velocità, sicurezza e impatto ambientale la rendono una scelta sempre più popolare per progetti di grande rilievo.